FAENZA - E’ stata una giornata intensissima e commovente che si è conclusa fra gli abbracci e gli arrivederci nell’ala di quella Casa Bianca (Giarghina) che fu teatro di sanguinosi combattimenti (il 15 dicembre 1944) fra le retroguardie tedesche in ritirata e i Maori del 28° e 38° battaglione della II divisione neozelandese. Un’amicizia nata 57 anni fa che, anzichè affievolirsi, si rafforza di anno in anno coinvolgendo i figlie e i nipoti dei protagonisti di quelli episodi. La giornata è iniziata con l’arrivo della delegazione Maori al cimitero di guerra di via S. Lucia e della travolgente cerimonia della entrata con la tradizionale parata della unione dei vivi con gli spiriti dei defunti ed è continuata con il riferimento religioso e la canzone (eseguita dagli ospiti in italiano) Buonanotte amore mio. Poi i discorsi ufficiali che non hanno nascosto questa volta la commozione del pubblico, delle autorità, delle rappresentanza d’arma, delle associazioni e dei tanti ragazzi presenti provenienti in particolare dalla scuola modi Strocchi. Si è creato un clima surreale al momento della deposizione delle corone davanti alla spada che rappresenta i cimiteri dei caduti dell’VIII Armata britannica, un clima carico di pathos allorchè il giovane nipote di uno dei caduti neozelandesi ospitati nel cimitero di guerra, ha fatto l’appello, ha chiamato ad uno ad uno quei 224 giovani che si immolarono per riconquistare la libertà alla nostra terra, così lontana da quella dei kiwi e della felce bianca su sfondo nero (le insegne dei soldati neozelandesi combattenti nel nostro Paese). A questo punto i faentini presenti sono stati oggetto del saluto più alto della tradizione Maori: l’abbraccio fronte contro fronte e sfregatura del naso. Purtroppo John Carell - uno dei due reduci dello scontro di Casa Bianca - è stato vittima di un malore e ricoverato all’ospedale dove però le sue condizioni non sono state giudicate preoccupanti. Quindi ogni ospite, si è avvicinato con un omaggio e un pensiero al congiunto o all’amico caduto in guerra, prima del trasferimento alla scuola Strocchi dove i ragazzi hanno suonato i due inni nazionali oltre a canzoni in lingua inglese molto popolari in Nuova Zelanda. Scambio di doni fra Maori e scuola. Un altro caloroso abbraccio al Dlf sia durante la sosta pasto che la successiva proiezione di un documentario sulla liberazione di Faenza nella quale la presenza dei soldati della Nuova Zelanda è ampiamente documentata. Qui c’è stato l’ennesimo scambio dei doni con le ceramiche dell’Amministrazione a Rki Pitame ed Henry Norton, lo stendardo del Dlf a Charly e il vino di Terre Naldi a tutti gli ospiti che si sono poi recati in visita alla zona dei combattimenti del 14 e 15 dicembre 1944. Altra ondata di affetto a Casa Bianca di Celle dove abita ancora la famiglia Tamburini il cui capo famiglia ha potuto riabbracciare dopo quasi 57 anni l’amco di allora Thomas Bulfrid Warrel. Facevano parte del gruppo anche Tom Barrett e Stdhole Peneamena i quali, palesemente commossi per l’esaudimento inatteso di un desiderio nascosto, sono stati accompagnati alle vicine Villa Rotonda e Villa Palermo dove avevano combattuto il 14 dicembre 1944. Nella delegazione neozelandese c’è anche la signora “Senio” Keddel chiamata così perchè il 9 aprile di 56 anni fa suo padre fu il primo a varcare il fiume romagnolo e ad entrare in Cotignola.
Renato Cavina