FAENZA - Terzino o centrocampista, la sostanza non cambia. Se il Faenza ha pareggiato a Brescello, lo deve anche all’impeccabile impostazione tattica adottata da Carlo Regno. Con intelligenza, l’allenatore manfredo ha spostato Chiarini a destra, mettendo Zaccanti al fianco di Minardi in mezzo alla difesa e avanzando Cavina a centrocampo. Da un lato, il modo di giocare del 25enne ex Felsina non è stato per niente rivoluzionato, dall’altro la difesa biancazzurra ha ingranato molto meglio. Non era facile uscire dal campo dell’ex capolista con la porta inviolata, il fatto che il Faenza ci sia riuscito, dimostra come l’impianto predisposto da Regno fosse solido e valido. “E’ vero - attacca Cavina - per quanto mi riguarda il mio modo di stare in campo non è cambiato granché, anche perché una mano alla difesa l’ho data lo stesso. Dietro ci sono stati dei grossi miglioramenti: Minardi è sempre una sicurezza, Pomini si è confermato ad ottimi livelli, Chiarini a destra se l’è cavata molto bene, così come Zaccanti al centro. Nelle precedenti partite, a sinistra ‘Zac’ aveva avuto qualche problema, ma nel suo ruolo naturale ha dimostrato di essere molto affidabile”. Anche a Brescello, Cavina ha macinato chilometri su chilometri. “Ho cercato di fare del mio meglio e spero di esserci riuscito. E’ stata una partita durissima, credo che il nostro merito principale sia stato quello di aver concesso poco sia ai loro attaccanti che alle fonti del loro gioco. Ci siamo difesi molto bene e quando abbiamo potuto, abbiamo cercato di ripartire in contropiede. Purtroppo, non siamo stati molto pericolosi con gli attaccanti, ma anche davanti i progressi non sono mancati. Non dobbiamo dimenticare che Floccari e Mambelli non avevano quasi mai giocato assieme e che comunque non era affatto facile superare i tostissimi difensori del Brescello (assieme al Gubbio e al Mantova, con 3 sole reti al passivo, la squadra di Cadregari è tuttora la meno battuta del campionato, ndr). Insomma, abbiamo portato a casa un punto d’oro, che diventa di platino se consideriamo le condizioni d’emergenza in cui ci trovavamo e questo pareggio è importantissimo soprattutto per il morale”. Adesso che è partita, la risalita del Faenza non deve assolutamente arrestarsi. Serve quella continuità di risultati che sta alla base di ogni buona stagione. “Dobbiamo crescere molto - aggiunge Cavina - e non solo in attacco. In ogni caso, sono fiducioso, perché secondo me questa squadra ha ampi margini di miglioramento. Non ci resta che darci sotto e continuare a lavorare con grande impegno, come abbiamo sempre fatto”. Ieri il Faenza ha sostenuto una doppia seduta di lavoro. Assieme ai compagni, si è allenato anche Renzo Nonis, che però è ancora abbastanza lontano dal recupero. Dunque, si va verso la conferma della squadra che ha eroicamente pareggiato sul campo del Brescello. “Sarebbe anche giusto - conclude Cavina - almeno all’inizio. Comunque, sarà l’allenatore a decidere: è lui che sa valutare al meglio le condizioni di ciascuno e pertanto farà sicuramente le scelte più opportune, che andranno rispettate”.
Giovanni Morini