Articolo del 11/07/01

Accordo con le distillerie

Faenza – Importante passo nella lotta all’inquinamento. E’ stato firmato ieri in municipio, l’accordo trilaterale per interventi di miglioramento, controllo e monitoraggio della qualità ambientale, stipulato tra Comune (Claudio Casadio), ditte Distercoop (Giulio Pezzi), Caviro (Secondo Ricci), Villa Pana (Enrico Randi), Tampieri (Giovanni Tampieri), e Arpa (Licia Rubbi). L’accordo interviene dopo gli impegni sottoscritti dalle aziende distillatorio-olearie a dotarsi degli strumenti necessari per il rispetto dell’ambiente: scarichi idrici, emissioni, rifiuti, fanghi di depurazione e grandi rischi. Un percorso già intrapreso con il vincolo alle industrie a conseguire un sistema di autocertificazione di tipo Iso od Emas. L’attuale documento porterà inoltre a definire le componenti delle emissioni, ad effettuare l’analisi delle interazioni ambientali; ad elaborare programmi di efficienza degli interventi e ad impiegare la migliore tecnologia disponibile “purché appropriata ed economicamente attuabile, valutato il rapporto costo/beneficio derivante dall’applicazione”. Obiettivi preminenti sono anche: “ridurre gli odori; contenere i consumi idrici e trattare i reflui da processo produttivo”. Entro 30 giorni si è convenuto di instaurare un gruppo tecnico di controllo composto da delegati di Comune, Arpa e Aziende. L’accordo si esaurisce il 31.12.2004 e per tutta la durata si provvederà alla redazione di report semestrali, circa lo stato di avanzamento del piano. Tra i commenti l’assessore Luca De Tollis sottolinea “la scelta di operare in direzione dell’autocertificazione, che anticipa le direttive europee, in uno spirito di volontarietà e fattiva collaborazione”. In rilievo anche il fatto di essersi dati una scadenza dei termini di verifica. Per Caviro, Secondo Ricci coglie nelle filosofie di salvaguardia dell’ambiente “motivi di opportunità, piuttosto che di imposizione” e si riferisce ai processi produttivi di nuova generazione “che smaltiscono le materie organiche, intese come risorsa ai fini economici: compost, biogas, eccetera”. Giulio Pezzi (Distercoop) rimarca “i progressi fatti nella tutela ambientale, anche attraverso le tecnologie ”. Rassicura poi sugli odori che purtroppo ancora si sentono. “Si tratta soprattutto di emanazioni - afferma – sgradevoli all’olfatto, ma non pericolose, dovute alla frutta accumulata in grosse quantità che subisce processi di macerazione, liberando sostanze organiche di difficile contenimento”. Con l’accordo non è detto che vengano eliminati gli odori sgradevoli, ma almeno si prova a migliorare: ci conforti comunque il fatto che si tratta di “puzze Doc”, certificate, e non pericolose.

Francesco Donati