FAENZA - Il mamba nero è un pericolosissimo serpente africano (il suo veleno può uccidere in pochi secondi), il “Mambo” del Faenza è Francesco Mambelli, classe 1983, piccolo di statura, ma grandissimo nella grinta, temuto dagli avversari tanto quanto il rettile esotico. Sgusciante e versatile, domenica con le sue accelerazioni ha fatto dannare i difensori del Brescello, che non di rado hanno dovuto fermarlo ricorrendo al fallo. Se “Mambo” fosse riuscito a inquadrare la porta un po’ più spesso, forse il Faenza sarebbe tornato dall’Emilia addirittura con i tre punti in tasca. “Una nostra vittoria - dichiara la punta tascabile biancazzurra - non avrebbe certo fatto gridare allo scandalo. Purtroppo, siamo stati poco incisivi negli ultimi sedici metri e di conseguenza non abbiamo avuto molte occasioni per segnare. Comunque, soprattutto nel secondo tempo, la partita l’abbiamo fatta noi e il Brescello non ci ha affatto sovrastati. Tutti ci davano per spacciati e invece abbiamo risposto alla grande, conquistando un punto importantissimo per il morale, ma anche per la nostra classifica, visto che dopo quattro sconfitte consecutive dovevamo assolutamente muoverci”. A Brescello, contro l’ex capolista del girone, Mambelli ha esordito dal primo minuto. Ma l’emozione non lo ha tradito. “Finora, avevo giocato solo degli spezzoni di gara, ma non ero mai partito titolare. Me la sono cavata abbastanza bene, perché ero tranquillo e perché i compagni mi hanno aiutato molto, soprattutto Floccari, che ha giocato con me in attacco. La società e l’allenatore sono stati bravi a non metterci troppe pressioni addosso in un momento comunque difficile, così siamo riusciti a esprimerci con maggior disinvoltura”. Mambelli è di Forlimpopoli e nelle giovanili della città artusiana ha giocato fino a quattro anni fa, prima di approdare, appena quattordicenne, a Faenza. “Con la nuova squadra mi sono subito trovato bene. Ho incontrato dei dirigenti, degli allenatori e dei compagni davvero ottimi e per me adesso è una grandissima soddisfazione poter giocare nel campionato di C2. Mi è stata data una grossissima opportunità, che a 18 anni (“Mambo” li ha compiuti lo scorso 13 maggio, ndr) non capita certo tutti i giorni”. Mambelli non è un attaccante puro. “Nelle giovanili ho sempre fatto l’ala sinistra, però giocavamo con il 3-4-3. A Brescello avevamo il 4-4-2 e là davanti sono stato un po’ dappertutto”. Adesso “Mambo” è a caccia di conferme e guarda già avanti. “Spero di giocare il più possibile, ma naturalmente tocca all’allenatore decidere. Io mi impegnerò al massimo, con umiltà e senza illudermi, come ho sempre fatto in questi mesi. L’importante è che vada bene la squadra, se poi riuscirò a giocare, tanto meglio. A Brescello abbiamo preso una bella iniezione di fiducia, che ci permette di guardare al futuro con ottimismo, però dobbiamo dimostrare con i fatti, cioè con i risultati, di essere effettivamente in crescita”.
Giovanni Morini