
FAENZA - Il Faenza è andato in vacanza. Una volta portata a termine la stagione più difficile e sofferta degli ultimi anni, conclusasi con una grande salvezza, i biancazzurri si sono presi il meritato riposo (adesso al “Bruno Neri” ci sarà il Palio). Quando, verso metà luglio il Faenza si radunerà in vista della nuova avventura in serie C2, chissà quali volti rivedremo e quali no. I giocatori, esclusi quelli più giovani, sono tutti in scadenza di contratto o di prestito. Per quanto fatto vedere in campo, quasi tutti meriterebbero la riconferma. Ma quanti di loro vorranno rimanere a Faenza? Le richieste, anche da parte di società di categoria superiore, non sono mancate e non mancheranno. A Faenza si sta bene, l'ambiente è buono e ti permette di lavorare con tranquillità. Però c'è la concorrenza e il caso-Biso, per fare un esempio, insegna. L'anno scorso il fantasista ligure aveva detto che sarebbe rimasto più che volentieri a Faenza e che si sarebbe spostato solo per giocare in C1. Poi, è arrivata la super offerta del San Marino (da C1 abbondante) e il giocatore, comprensibilmente, si è trasferito sul Titano (e da qui, a stagione in corso, a Mestre). Inevitabilmente, il Faenza perderà qualcuno dei suoi giovani, ma se riuscirà a sostituirli con altri altrettanto bravi, potrà ugualmente sorridere. E se il prossimo anno in C2 ci sarà la regola degli under (obbligo di schierare almeno un '83 e un ’81 o un ’82 in campo), già adesso si può tranquillamente dire che il Faenza ha precorso i tempi, giocando in anticipo sul futuro. Capitolo allenatore. Carlo Regno dice di non avere ricevuto offerte, ma dopo questa grande salvezza, su di lui inizieranno ad essere puntati molti occhi. “Nei prossimi giorni mi incontrerò con il presidente Minardi. Faremo una chiacchierata e stabiliremo il da farsi. Da parte mia, rimarrei molto volentieri, ma è la società che deve decidere in base ai suoi programmi. Credo che il bilancio di quest'annata possa essere considerato straordinario. Ci siamo salvati grazie ad un buon girone di ritorno e a degli splendidi play-out, mettendo a tacere anche i più scettici. Ma il futuro è un’altra cosa”. Se Minardi rimarrà alla testa del Faenza, non ci sono dubbi: la politica societaria sarà ancora basata sui giovani e quindi non avrebbe senso separarsi da Regno. Il tecnico bolognese è la persona ideale per guidare un gruppo giovane, con voglia di lavorare, crescere e imparare: in questi due anni lo ha ampiamente dimostrato. Se invece il Faenza Calcio, o parte di esso, verrà ceduto, il programma potrebbe essere rivoluzionato. Minardi si è detto disponibile a vendere o ad essere affiancato da qualcuno nella gestione societaria. Al momento, però, sembra che nessuno sia seriamente intenzionato ad entrare nella società biancazzurra.
Giovanni Morini