CASTELBOLOGNESE - Un faentino di 55 anni, è stato arrestato per favoreggiamento della prostituzione. A incastrarlo sono stati gli investigatori della sezione antiprostituzione della squadra mobile di Ravenna, diretta dal vice questore aggiunto, Cesare Capocasa. A finire in carcere, è stato Giovanni Di Mella, nativo di Casalbordino, in provincia di Chieti, ma da tempo residente a Faenza. Da un po’ di tempo, gli investigatori della squadra mobile, tenevano sotto particolare controllo il 55enne di Faenza. In più di una occasione era stato visto “frequentare” con particolare dimestichezza il mondo che ruota attorno alla prostituzione. A lui, gli agenti della sezione antiprostituzione della squadra mobile, erano arrivati durante una serie di controlli partiti dalla statale Adriatica e arrivati fino alla via Emilia. Ed è stato proprio sulla statale Emilia, che gli investigatori della polizia di Stato, hanno potuto notare Giovanni Di Mella al “lavoro”. L’uomo, era solito arrivare su quella che sta diventando una statale del sesso in concorrenza con l’Adriatica, alla guida di una Fiat Uno. Scaricava in punti diversi delle giovani prostitute bulgare che, successivamente, passava a riprendere. Per avere la certezza che le sue prestazioni non fossero occasionali, gli investigatori della squadra mobile lo hanno seguito e documentato in almeno quattro occasioni. Quando sono stati certi che non esisteva più nessun dubbio sulla sua attività, hanno fatto scattare la parte finale dell’operazione. Alle 21.30 di venerdì scorso, Giovanni Di Mella, è stato fermato dagli agenti della sezione antiprostituzione e arrestato. E’ stato quindi portato nel carcere di Ravenna a disposizione dell’autorità giudiziaria. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti. Non è escluso che l’uomo lavorasse in realtà per qualche gruppo di sfruttatori che lo utilizzavano solamente per portare al lavoro le giovani prostitute. Un espediente usato spesso dai boss, per evitare di cadere loro stessi nella rete delle forze dell’ordine. Sono in corso indagini per accertare se il 55enne arrestato avesse altri complici.
Fabrizio Rappini