Articolo del 10/05/01

Il parco fa il pieno di no

BRISIGHELLA - Non c’è quiete in tema di Parco dei Gessi Romagnoli. Il Comitato per il “No” consegna circa duemila firme, depositate ieri in Provincia, e si oppone fermamente alla sua realizzazione. “Auspichiamo - afferma in una nota - che possano essere sufficienti per una riflessione, e indurre i sindaci dei Comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme a recedere dalla progettazione”. In particolare il Comitato, in riferimento ai 3.883 ettari in provincia di Ravenna, ravvisa “palesi incongruenze” con la legge quadro nazionale n. 394 e con la vigente legge regionale sui parchi. Il rispetto di queste leggi imporrebbe l’introduzione di vincoli, sui quali è difficile trovare punti d’incontro con cacciatori e agricoltori, a meno che non si cambi la legislatura. Gli agricoltori avrebbero problemi per esempio “ad effettuare certe arature e concimazioni”; mentre potrebbero entrare a cacciare nella fascia pre-parco solo i residenti, essendo previsto un sistema “di densità venatoria dimezzata rispetto a quanto prevede l’Atc”. Inoltre non si potrebbe più cacciare il cinghiale col metodo della “Braccata”, molto diffuso nella nostra zona, ma solo con quello della “Girata”, che impiega cinque o sette cacciatori per gruppo, oltre ai cani. Altra questione sollevata è quella di un ipotizzabile aumento dei danni provocati dalla selvaggina alle colture all’interno del Parco. “Chi pagherà i risarcimenti? - Si chiede il Comitato - La costituenda società di gestione del parco o la Provincia? E’ previsto un aumento dei fondi? Visto che già oggi, vi sono danni enormi all’agricoltura? “Anche per questi motivi - incalza - il Parco è sempre stato contestato da oltre vent’anni e tuttora vi è la più ferma opposizione all’approvazione da parte dell’Atc interessato (Ra 3 faentino), delle associazioni venatorie e professionali agricole, tutte d’accordo nel fornire la più ampia collaborazione alla protesta”. Non solo: “ci riserviamo - conclude la nota - ulteriori istanze civili, nonché il ricorso ad organi dello Stato, al fine che tale progetto non abbia compimento”.

f.d.