FAENZA - Alcune migliaia di persone hanno preso parte alla “Sagra della vendemmia”, svoltasi al parco della Torre di Oriolo con possibilità, per i visitatori, di far conoscenza con uno stand gastronomico ben fornito e con le postazioni aziendali allestite dalla associazione dei produttori locali dove, per tutto il pomeriggio, c’è stata la possibilità dell’acquisto diretto dei prodotti legati alla vendemmia. “Saba”, “sugal”, “savor” sono andati letteralmente a ruba, così come è avvenuto per i tortelli e le confetture, nonché per la “gvanza” (il guanciale di maiale presentato in sagra per la prima volta, dall’azienda Laghetto del Sole) che alle 15 era già esaurita. Grande successo per i vini, con molte vendite dopo i tradizionali assaggi gratuiti; in calando invece la richiesta di acqua (che come da tradizione si pagava). Altra novità riuscita la “piluccazione” dei grappoli di albana, sangiovese e sauvignon, uve che da queste parti sono particolarmente pregiate. I grappoli, dopo le riprese televisive, sono stati messi a disposizione dei presenti che li hanno “spazzolati” alla svelta. Il parroco don Antonio - gran produttore di uve e di noci soprattutto - si è poi cavato un bel sassolino dalla scarpa mettendo in vendita bottiglie di Albana, Sauvignon e Sangiovese, con gradazione alcoliche fra i 15 e 18 gradi, senza preoccuparsi troppo dei dettami Doc. Risultato: alle 15 era tutto esaurito e il sacerdote ha dovuto (detto alla romagnola) prendere su il suo trentuno ed andarsene a fare una nuova scorta in attesa... della benedizione.
Renato Cavina