
FAENZA - Con grande partecipazione, si è svolta venerdì mattina, nell’Aula Magna della Scuola Media Europa di Faenza, alla presenza dell’Assessore all’Istruzione, Donatella Callegari, la premiazione della prima edizione dell’iniziativa promossa dall’ApI Ravenna: “La Cultura tecnica, una risorsa fondamentale”. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di sensibilizzare i giovani studenti delle classi seconde e terze alle tematiche connesse al mondo del lavoro e della manualità. Erano presenti Elio Bagnari, Presidente dell’Api Ravenna, Mauro Basurto, Direttore Api Ravenna, Roberto Gallamini, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Api Ravenna, Silvia Scuterini, responsabile dell’Ufficio Sviluppo e Comunicazione che ha coordinato l’iniziativa e gli imprenditori Roberto Resta e Giuseppe Calderoni, che in prima persona hanno dato vita al progetto. Nel corso degli incontri con gli imprenditori e delle visite in azienda si è cercato di accompagnare i ragazzi in un percorso di avvicinamento al mondo dell’impresa. Si è cercato di ribadire l’importanza del lavoro tecnico e dell’alta specializzazione, fattori senza i quali l’intera economia stenta ad espandersi, vuoi per la mancanza di figure professionali adeguate, vuoi per un retaggio di preconcetti legati all’attività manuale. Tuttavia, ribadisce Roberto Resta, vice presidente dell’Api Ravenna e titolare della Resta srl,: “Oggigiorno si tende a conferire uno scarso valore alla manualità, ovvero alla capacità di lavorare concretamente con le mani per produrre ad esempio un oggetto o per risolvere un guasto meccanico. Anche il chirurgo mentre opera si sporca le mani, ma non per questo il suo lavoro viene deprezzato o svilito. E’ lo stesso meccanismo, ma si tendono ad applicare due pesi e due misure”. Il tema che è stato premiato è della studentessa Silvia Nanni, della classe 3C, che ha espresso in questo modo le impressioni che le sono derivare da questa esperienza: “E’ molto preoccupante che i giovani stiano perdendo la curiosità di fare, di provare, di sperimentare, ma soprattutto la manualità. Quest’ultima, si esplicita naturalmente con l’utilizzo delle mani, comandate dal cervello, ma per tutto ciò, c’è bisogno di una base teorica, e a questo punto, mi sorge una domanda: se ci sono le basi e naturalmente c’è il cervello, come mai i ragazzi non hanno manualità? Non a tutte le domande si riesce a dare una risposta, ma quello che è certo, è che ci sono un totale disinteressamento da parte dei giovani e la mancanza di personale specializzato e qualificato in grado di soddisfare il fabbisogno delle industrie attuali”. Dato l’interesse e la grande partecipazione che hanno accompagnato le varie fasi dell’iniziativa, ora l’obiettivo è quello di espandere l’iniziativa ai tre comprensori della provincia di Ravenna.