
BRESCELLO: Sardini 6, Ferrari 6.5 (35’ st Miftah n.g.), Paoletti 6, Archetti 6, Federici 6.5, Pedotti 6.5, Giaretta 5.5 (22’ st Borghi 5.5), Gentile 5, Protti 6 (44’ st Esposito n.g.), Catanese 6, Giandomenico 5. All.: Cadregari. FAENZA: Domanico 7, Cavina 6.5, Pomini 6.5, Zaccanti 7, Chiarini 7.5, Minardi 7.5, Lagorio 6.5, Bompan 7, Floccari 6, Mambelli 7, Fontana 6 (37’ st Bianchedi n.g.). All.: Regno. ARBITRO: Poggi di Piombino 7.5. AMMONITI: Gentile e Minardi. NOTE: giornata grigia, terreno in buone condizioni. Spettatori 400 circa. Angoli 6-4 per il Brescello. In tribuna Carlo Ancelotti. BRESCELLO - E bravo il Faenza dei giovani. I ragazzi di Regno giocano a Brescello con un cuore grande così, ma anche con molta intelligenza, portando a casa un punto tanto prezioso, quanto meritato e ribaltando un pronostico che alla vigilia li vedeva praticamente spacciati. Era un testacoda, ma il Brescello non ha dimostrato alcuna superiorità, anzi sul piano del gioco è stato il Faenza a fare la partita. Con un po’ di incisività in più sotto porta, i manfredi avrebbero potuto portare a casa la vittoria, però il pareggio in casa dell’ex capolista è comunque un risultato da incorniciare, soprattutto se si tiene conto dello stato d’emergenza in cui la Regno-band si trovava. Senza Neri, Conficconi, Montipò, Nonis, Ricci e Mordini, il tecnico biancazzurro ha dovuto inventarsi una formazione completamente nuova. Dopo questo pareggio, il Faenza ha scavalcato il Sassuolo, ma è stato superato dal Mestre. Dunque, Minardi e compagni sono sempre penultimi, però adesso hanno molte certezze in più e molte paure in meno. Rispetto alle formazioni annunciate, Cadregari recupera Ferrari, mentre Regno dà fiducia a Zaccanti, sposta Chiarini a destra, e lancia Cavina a centrocampo: le mosse si riveleranno tutte e tre azzeccatissime. Nei primi minuti, in campo e sugli spalti, i brividi maggiori li procurano le vespe e i zanzaroni ottobrini della bassa padana, caratteristici quanto le icone di don Camillo e Peppone che tappezzano il paese. Il Faenza resiste bene alla supremazia tecnica e fisica dei padroni di casa, che in avvio si fanno vedere solo al 5’ con una punizione di Protti ben parata dall’attento Domanico. Al 17’, è il manfredo Pomini a rendersi pericoloso con un gran sinistro fuori di poco. La risposta del Brescello non si fa attendere: al 18’ Giaretta smarca Protti, che in spaccata manda alto. I locali aumentano il ritmo, al 23’ nell’area del Faenza si sviluppa una pericolosa mischia, ma nessun attaccante del Brescello riesce ad approfittarne e capitan Minardi può spazzare via. Al 26’ è ancora Protti, liberato da un rimpallo favorevole, a farsi pericoloso. Anche questa volta, però, la mira del grande ex è sbagliata e Domanico può tirare un sospiro di sollievo. Il Faenza gioca benissimo fino alla trequarti, poi negli ultimi 20 metri si perde e così Sardini può dormire sonni tranquilli. Protti si riscatta al 32’, quando serve un delizioso assist per la testa dell’accorrente Pedotti, però Domanico è bravissimo a salvarsi in angolo. La fiammata del Brescello si spegne qui e il Faenza va all’intervallo in crescendo. Anche i primi minuti della ripresa sono tutti di marca biancazzurra. Al 52’, una pregevole triangolazione Fontana-Mambelli-Floccari sfuma senza colpo ferire, ma il Faenza c’è, eccome. Il piccolo e velocissimo Mambelli crea più di un grattacapo ai difensori emiliani e i biancazzurri vanno vicini al gol al 69’, quando Floccari spara alto da buona posizione. Sul piano dell’intensità e dell’organizzazione del gioco, il Faenza è da applausi e il Brescello scompare lentamente dal campo. A svegliarlo ci prova Catanese con una punizione che finisce sul palo. Finisce 0-0, giusto così. Bravo Faenza, anzi bravissimo.
Giovanni Morini