
FAENZA - La trasferta in Romagna, per portare a termine una rapina, gli è stata fatale. All’appuntamento si sono infatti fatti trovare anche i carabinieri, che li hanno arrestati sul fatto. A portare a termine il blitz sono stati i militari dell’Arma del reparto operativo di Ravenna, insieme ai colleghi della compagnia di Faenza e a quelli dei reparti operativi di Pesaro e Bologna. In carcere, con le accuse di tentata rapina aggravata, porto abusivo di coltello, ricettazione di autovettura e sostituzione di persone, sono finite tre persone: Armando Carlone , nato a Salerno il 12 gennaio 1974 e residente a Catania; Lucio Ferrara, nato a Napoli il 25 settembre 1976, residente a Casoria in provincia di Napoli e Giovanna Valentini, nata a Casavatore, in provincia di Napoli, il 24 ottobre 1954 e residente a Casoria. La banca che avrebbe dovuto subire la rapina, è la Banca popolare Antoniano Veneta, di via Forlivese a Faenza. I tre, che gli inquirenti ritengono dei veri e propri pendolari del crimine, erano da tempo tenuti sotto controllo dai carabinieri di Pesaro. Nei loro confronti era stata portata a termine una intensa attività investigativa, fatta di pedinamenti e intercettazioni, che avevano permesso ai militari di raccogliere una serie di elementi, che poi si sono rivelati di estrema utilità. E, proprio grazie a questa attività, i carabinieri sono venuti a conoscenza che il prossimo obiettivo dei tre rapinatori sarebbe stato un Istituto di credito faentino. Non sapevano, però, con precisione, quale avrebbe dovuto essere. E’ così scattata una vasta operazione che, grazie all’impiego di una trentina di carabinieri, ha permesso di controllare tutte quelle banche ritenute maggiormente a rischio. Alle 11 di ieri, i tre sospettati, vengono segnalati nei pressi della Banca Popolare Antoniano Veneta di via Forlivese. Armando Carlone entra nell’Istituto di credito, mentre Lucio Ferrara rimane all’esterno a fare il palo. Giovanna Valentini, a sua volta, resta invece poco distante alla guida di una Volvo in attesa che i complici portino a termine il colpo. A quel punto, i carabinieri, non hanno nessun dubbio sulle intenzioni del terzetto. Decidono quindi di rompere gli indugi ed entrano in azione. Un’azione fulminea che permette di bloccare contemporaneamente tutti e tre gli individui. Armando Carlone, che si trova all’interno della banca, ha un cutter, un rotolo di nastro adesivo e una mazzetta di banconote da 10mila lire, per un totale di circa un milione di lire. Lucio Ferrara, ha in testa una parrucca e nelle tasche un lungo coltello a serramanico. Tutti e tre hanno documenti falsi. Sempre nel corso dell’operazione, poco distante, è stata trovata anche una Opel Astra, un’auto “pulita”, che i tre avevano preso a noleggio. La Volvo, che avrebbe dovuto servire per far sparire parrucche e altro materiale, aveva targhe rubate. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare se i tre abbiano messo a segno altre rapine e per risalire ad eventuali altri loro complici.
Fabrizio Rappini