Articolo del 07/06/01

Anffas, gli handicappati costretti a traslocare

FAENZA – Avevano paura di essere “sbattuti fuori”, circa venti disabili dell’Anffas, l’associazione che tutela l’handicap, e che all’inizio dell’anno aveva ricevuto dal Comune l’autorizzazione all’uso di quattro locali, più i servizi e un magazzino in via Pascoli, 4. Il timore era subentrato in seguito alle voci di un trasferimento in quella sede del Liceo Classico Torricelli. Ebbene l’Anffas non sarà “sbattuta fuori”, ma dovrà, comunque spostarsi in “opportuni locali” (ancora da ricercare). In realtà non cambia molto perché dovranno comunque smobilitare, contrariamente a quanto stabilito. La risposta è arrivata in seno all’ultimo consiglio comunale dall’assessore Paolo Valenti, che ha risposto per conto dell’assente Elio Ferri, ad un’interpellanza di Gilberto Bucci: “da sempre – ha sostenuto l’esponete politico - l’Anffas sa che quel posto era temporaneo, perciò dovranno spostarsi in altro luogo: per loro stiamo cercando una sistemazione definitiva, che possa creare i minori disagi possibili”. Ma l’associazione non è dello stesso parere: “già in sede di campagna elettorale – afferma uno dei responsabili – ci era stato detto che quella era la nostra sede definitiva, tant’è che per le attività del centro, abbiamo acquistato mobili, arredi e attrezzature, come pure per il laboratorio ‘Il Faro’, facendo fronte con nostre risorse ad un investimento chiaramente legato all’uso di questi locali e non di altri”. Bucci si è dichiarato totalmente insoddisfatto della risposta data dall’assessore: “perché – afferma - si tratta di un mancato rispetto degli impegni presi. Inoltre vanno persi gli investimenti fatti, in quanto le specificità per quel tipo di attività, non sono mutabili con altre sistemazioni”. Va detto che non si tratta di uno sfratto, perché nessun contratto era ancora stato definito, essendosi l’Anffas insediata “sulla parola” in attesa di una formale stipula, che però non è mai arrivata. Certo è che lo spostamento non giova, soprattutto a breve distanza dal precedente dalla sede di palazzo Laderchi in corso Garibaldi, dove il Comune deve procedere a ristrutturazioni. La vicenda assume pertanto i toni degli handicappati “sbattuti un po’ di qua e un po’ di là” a dispetto di un’attività meritoria, svolta volontariamente da psicologi, animatori e personale specializzato, con un programma che va dagli esercizi fisici a vari momenti culturali, riabilitativi e ricreativi.

f.d.