
FAENZA - Proseguendo gli importanti e preziosi rapporti stabiliti nel 2000, con la mostra “Le piastrelle italiane del secondo novecento”, il Museo Internazionale delle Ceramiche ed Assopiastrelle propongono per questa edizione del Cersaie (dal 2 al 7 ottobre 2001 alle Fiere di Bologna) un singolare connubio incentrato sull’arte della ceramica nelle sue più importanti espressioni: la scultura ed il design prodotto da artisti di cultura e pratica ceramica. Significativo questa collaborazione che arriva a pochi giorni dell’ingresso di Assopiastrelle nella Fondazione Mic. La traccia proposta, curata dal professor Rolando Giovannini, preside dell’Istituto Statale d’arte per la ceramica “Gaetano Ballardini” di Faenza, tiene conto dei principali designer che si sono avvicendati in quasi cinquant’anni intorno al progetto piastrella, inteso sia nella forma sia nella decorazione, degli aspetti squisitamente ceramici, attraverso elaborati di particolare preziosità materica e brillantezze di esecuzione. L’apporto che gli artisti della ceramica hanno dato al settore industriale della piastrella è enorme e ha contribuito notevolmente all’evoluzione di questo prodotto: ciò non tanto per il loro elevato numero, ma soprattutto per la qualità dell’esperienza ceramica profusa. Gli artisti afferenti questo campo potrebbero essere raccolti e studiati per poetiche (si annotano episodi decorativi di gusto Informale, Optical, Modulare, Concettuale, Post-Moderno, Minimale e tradizionale), per aree di influenza o di formazione - ed in questo senso circa la metà delle regioni italiane, avendo attività produttiva di tipo seriale, registrano il rapporto industria-artista – e anche per fama raggiunta. In ogni caso parecchi artisti hanno operato con costanza nel tempo o per un solo marchio o per differenti aziende, realizzando centinaia e centinaia di piastrelle, molte delle quali sono rimaste solo come prototipi e pertanto per lo più disperse. Un altro aspetto che caratterizza il design su piastrella dei “ceramisti” è la mancanza quasi assoluta di griffe, nel senso che molto raramente i prodotti appaiono stereotipati sui tratti dello styling e firmati; solo taluni, nell’ambito di studi monografici, oppure in libri e pubblicazioni specifiche, sono stati identificati; episodi come quello al Cersaie di Bologna, promosso dal MIC-Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e dall’Assopiastrelle, consentono di ricostruire, anche a segmenti, la storia e le trame complesse e intersecantesi fra loro di questa progettazione. Si tratta di una significativa quanto sintetica testimonianza delle collezioni del Museo Internazionale delle Ceramiche che, nel suo complesso, conta circa 3000 esemplari in larga parte già catalogati e inventariati, oltre ad una collezione di depliant e cataloghi dell’industria dagli anni ’60 ad oggi. Le piastrelle costituiscono espressione di un’evoluzione artistica, progettuale e produttiva, un tipo di arte alla cui base rimane il disegno.