FAENZA - Sabato scatta la Vuelta di Spagna e, oltre a Marco Pantani, al via ci saranno altri due romagnoli: Roberto Conti (Cantine Tollo) e Fabiano Fontanelli (Mercatone Uno). Nel panorama del ciclismo della Romagna sono i due corridori più anziani, avendo alle spalle oltre 15 anni di pedalate nel mondo dei professionisti. Questi due uomini stanno certificando con i fatti che le carriere possono essere anche lunghe, che a quasi 40 anni le occasioni di nuove esperienze in prove atletiche di alto livello non sono finite, che la loro partecipazione può essere considerata un “oscar” alla carriera, un premio alla longevità sportiva a chi ha saputo, con impegno e dedizione, renderla tale. Anche questo rappresenta un incoraggiamento per le giovani generazioni di ciclisti alle quali stanno dimostrando che si può faticare per decenni, ma che bisogna sapersi sacrificare per essere in condizioni di affrontare non una corsetta qualunque, ma imprese come la Vuelta: 21 tappe, salite da fare tremare le gambe e 7 arrivi in quota. Roberto Conti è nato a Faenza nel 1964 e risiede a Bagnara di Romagna. Professionista dal 1986, ha disputato 15 volte il Giro d’Italia, 12 volte il Tour de France. E’ alla sua prima Vuelta. In carriera ha conquistato 3 vittorie. Conti, è il suo ultimo viaggio? “Ero convinto che fosse la mia ultima stagione, ma ora non ne sono troppo sicuro. Deciderò tra un mese”. Ci ha dunque ripensato? “Diciamo che ho avuto un ritorno di fiamma. Sono in molti quelli che stanno cercando di convincermi a continuare. In proposito, ho rimandato ogni decisione a dopo la Vuelta, una corsa che non lascerà dubbi sulle mie possibilità future. Se deciderò di continuare, resterò alla Cantine Tollo Acqua e Sapone”. A 37 anni va in Spagna da esordiente. “Sì, è la prima volta che partecipo alla Vuelta. Per quanto mi riguarda, ritengo sia importante chiudere il cerchio, con Giro d’Italia e Tour de France, disputando tutte e tre le corse a tappe di maggiore rilievo. Nonostante abbia pedalato attorno al mondo intero senza fermarmi mai, confesso di provare una certa emozione”. Ha pensato a come affrontare l’impresa? “Per ora so che è una corsa molto dura, che le tappe sono abbastanza brevi ma, si badi bene, sono 21, che potrebbe fare un gran caldo e l’unica cosa certa è la fatica. Ho fatto allenamenti corrispondenti al tipo di corsa, il mio ruolo non cambia: l’appoggio a Di Luca, che nel Giro d’Italia non ha avuto la fortuna dalla sua parte. So però che se la mia condizione rimarrà buona, avrò più di un’occasione per fare la mia corsa. Sulle salite sono ancora in grado di dire la mia”. Coppa Placci e Giro di Romagna, non avrà un po' di nostalgia? “Certamente, ma questa è la legge: ho scelto di fare la Vuelta e non me ne pento”.
Medardo Bartolotti m.b.