Articolo del 06/05/01

“Il Palio di Faenza è una giostra unica”

FAENZA – Si avvicina il Palio del Niballo e Faenza si prepara a vivere un mese di giugno davvero intenso di appuntamenti, prima di raggiungere il clou delle emozioni e dello spettacolo, il giorno 24 con la sfilata storica e la disfida dei cinque cavalieri allo stadio Bruno Neri, al calare del sole. I Rioni entrano in fibrillazione. Le scuderie scalpitano. L'organizzazione fa gli straordinari. Il primo atto, venerdì, giorno della presentazione ufficiale nella sala dei Cento Pacifici della "Riunione cittadina". Davanti ad un pubblico di operatori dell'informazione hanno parlato il sindaco Claudio Casadio, la dirigente del settore cultura Benedetta Diamanti, il podestà della Giostra Aldo Ghetti e il presidente della commissione veterinaria Stefano Zanichelli. Spazio anche per i discorsi degli sponsor istituzionali "Credito Cooperativo" e "Ceramiche La Faenza". Mentre è stato annunciato il coinvolgimento anche di Wind. Il sindaco ha sottolineato gli importanti aspetti dell'aggregazione dei faentini: "intorno ad una manifestazione che in questi anni è notevolmente cresciuta; che ha saputo uscire dal rischio di restare legata ad aspetti puramente folkloristici; che ha valorizzato le radici storiche della città, fornendo l'immagine che Faenza vuole dare di sé". Sono arrivati riconoscimenti ai Rioni che rappresentano un punto di riferimento per i faentini durante tutto l'anno, e che per l'occasione riescono adesso a radunare circa 800 figuranti. In rilievo l'impegno profuso nelle gare delle bandiere che vede ai vertici mondiali la scuola faentina, come pure le tante manifestazioni, anche di carattere internazionale a sfondo gastronomico e legato al periodo cui si riferisce la Giostra. Benedetta Diamanti rispondendo ad alcune domande ha colto importanti aspetti storici e organizzativi, quali i pregiati costumi (quest'anno sarà presentata la nuova dama del Giallo); la collocazione dell'evento nel periodo aureo della signoria dei Manfredi (XV secolo), il pregio del drappo rosso del Palio, disegnato da Pablo Echaurren, la nascita e la crescita del torneo della Bigorda d'Oro (10 giugno) riservata ai giovani cavalieri, che precede, con le medesime regole il Niballo; ma soprattutto i legami con il XXX equiraduno nazionale che si svolgerà a Faenza dal 5 all'8 luglio e che porterà in città un migliaio di appassionati del turismo equestre. Più tecnici gli interventi di Aldo Ghetti che ha evidenziato le sostanziali differenze tra il Niballo di Faenza e gli altri palii sparsi nell'Italia delle cento città. "Il Niballo – ha spiegato – è una giostra moderna, non un palio e neppure un torneo, perché è l'unico che mette l'uno contro l'altro i cavalieri, permettendo al binomio uomo-cavallo la massima esaltazione nell'uso della lancia". Non solo: "è singolare perché ha un percorso interamente in curva, che richiede addestramenti e allenamenti particolari, inoltre si avvale di un meccanismo, il Niballo appunto, in grado di rilevare elettronicamente il primo cavaliere che arriva sul bersaglio con un margine di due decimi di secondo". Di carattere scientifico invece le risposte date da Stefano Zanichelli sull'introduzione dei controlli antidoping per i cavalli a tutela della regolarità della gara e della salute degli animali: una rivoluzione culturale per il Niballo di Faenza. "In materia – ha precisato – non esiste una legge neanche a livello europeo: Faenza è la prima, insieme a Siena e Asti a darsi un disciplinare; in pratica eseguiremo tre prelievi: a 24 e a 3 ore prima della gara, e l'ultimo entro un'ora dal termine della disfida". E' stata stilata una classificazione delle sostanze, suddividendole in tre categorie: "A", sostanze con nessun effetto dopante; "B" sostanze terapeutiche che oltre una certa soglia diventano dopanti e "C" sostanze sempre vietate, perché sicuramente dopanti.

Francesco Donati