
FAENZA - Pioggia sul bagnato. Dopo essersi leccato le dolorosissime ferite del post-Gualdo, il Faenza di Carlo Regno ha ripreso ad allenarsi con grande intensità e abnegazione. Il lavoro è l’unica medicina in grado di esorcizzare i problemi e in questo momento i biancazzurri ne hanno davvero tanti. Ieri, infatti, sono arrivate le squalifiche di Neri e Conficconi, espulsi domenica. Neri se l’è cavata con il minimo della pena, cioè una giornata, mentre con Conficconi il giudice sportivo è stato assai meno clemente: i turni di stop sono addirittura tre. “Non me l’aspettavo assolutamente - commenta a caldo l’ex centrocampista dell’Imolese - faccio quasi fatica a crederci. Chissà cosa avrà scritto l’arbitro sul referto. Io non ho offeso nessuno, ho solo protestato perché un mio compagno (Lagorio, ndr) aveva preso una gomitata in faccia. Avrò anche urlato, avrò calciato lontano la palla, ma tre giornate di squalifica mi sembrano incredibilmente esagerate. In serie A, c’è chi fa a botte in campo sotto gli occhi di milioni di persone e se la cava con due giornate, io che ho solo parlato, senza offendere nessuno, vengo punito di più. E questa differenza di giudizi è ingiusta”. Conficconi è ovviamente dispiaciuto, ma resta tranquillo. “Ho la coscienza perfettamente a posto. Spero che la società faccia ricorso e che la squalifica venga ridotta di almeno una giornata. Lo vorrebbero la logica e la giustizia”. Il Faenza il ricorso lo farà. In serata, infatti, è arrivato il comunicato contenente le motivazioni che hanno portato alla squalifica. Ebbene, queste motivazioni dicono che Conficconi ha “calciato intenzionalmente la palla nella direzione dell’arbitro, sfiorandolo alla caviglia destra”. Non se ne era accorto proprio nessuno, né chi era in campo, né chi era in tribuna, né chi era davanti alla televisione. Per Conficconi, questa della motivazione è un’ulteriore beffa. “La palla l’ho calciata via, è vero e l’ho detto subito, ma non volevo assolutamente colpire l’arbitro e non mi sembra proprio di averlo sfiorato. Mi aspettavo una squalifica di una giornata o, nella più pessimistica delle ipotesi, di due giornate per via delle proteste. Ma questo è veramente troppo, più ci penso e più faccio fatica a farmene una ragione. Il problema è che nelle sue valutazioni il giudice sportivo si basa esclusivamente su quello che scrive l’arbitro nel suo referto. Nel mio caso l’arbitro ha preso un abbaglio, ma la squalifica non me la toglierà nessuno”. Dopo gli infortuni di Montipò, Ricci e Mordini, sulla testa del Faenza è così piombata un’altra grossa tegola. Se prima c’era una situazione d’allarme, adesso siamo in piena emergenza. Il povero Regno dovrà fare i salti mortali per inventarsi una formazione che domenica sia in grado di ostacolare efficacemente il lanciatissimo Brescello. E non sarà certo finita lì.
Giovanni Morini