FAENZA - “Un progetto carente, che tende a fluidificare, ma non a ridurre i flussi delle auto”. Lo ha affermato ieri Gianmarco Carcioffi, responsabile del settore territorio del Wwf, riferendosi al Piano urbano del traffico, oggetto in questi giorni delle osservazioni da parte di associazioni e cittadini, prima dell’approvazione in consiglio comunale. “Ci aspettavamo un’estensione della zona a traffico limitato – ha aggiunto - invece, nessuna modifica intervene ad eliminare le caotiche situazioni dentro o a ridosso del centro storico”. Il Wwf ripropone il divieto di circolazione alle auto in corso Garibaldi fino all’intersezione con piazza San Francesco; in via XX Settembre (intera) e in corso Matteotti dalla piazza fino al parcheggio davanti alla chiesa di Sant’Agostino. Interessante la richiesta alla giunta di lavorare sulla “completa revisione dei flussi in via Naviglio”. Qui si ritiene necessario ridisegnare la viabilità, realizzando interventi di urbanistica, partendo da piazzale Sercognani. Dovrebbe essere definita una zona a traffico limitato dal parcheggio dell’ex caserma Pasi fino a via Campidori, mentre l’accesso al parcheggio dovrebbe avvenire solo da via Nuova, con uscita su via Naviglio verso piazzale Sercognani. Ricco di soluzioni, peraltro “accessibili economicamente” è la proposta di un percorso ciclo pedonale “Intorno alle mura”: una sorta di circonvallazione interna su sede propria (eccetto alcune deroghe), con tanto di segnaletica e attraversamenti rialzati. “La proposta – spiega Carcioffi – vuole offrire spunti per un recupero urbano integrato alla qualità ambientale e al miglioramento della vivibilità”. Il progetto, che mette in evidenza obiettivi culturali, etici, ecologici ed urbanistici, avrebbe nella sicurezza uno dei punti di forza. Il circuito è stato elaborato analizzando i flussi spontanei dei ciclisti, e l’idea è proprio quella di utilizzare questi percorsi già frequentati, adeguandoli e contrassegnandoli. Sono stati individuati interventi quali l’uso esclusivo di controviali, sistemazione, allargamento e utilizzo dei marciapiedi e piste ricavate dalle sedi stradali, che sarebbero ristrette. Secondo il Wwf il restringimento delle strade urbane per realizzare la pista ciclabile a fianco (fattibile in via Laghi) è l’unico modo, statisticamente dimostrato, per ridurre le velocità, più di qualsiasi dosso o dissuasore.
f.d.