Articolo del 04/07/01

Giullari e sermoni alle Feste Medievali

BRISIGHELLA – Alla fine molti si ricordano solo “Vino bono, vino generoso”. Ma il linguaggio medioevale merita maggiori attenzioni. Perciò, prima di immettersi nella girandola finale delle Feste, si prosegue stasera con gli appuntamenti infrasettimanali al teatro San Francesco, dove alle ore 21.30 sono di scena i monologhi giullareschi e le digressioni verbali di Matteo Belli. Genti, intendete questo sermone” è il titolo dello spettacolo su testi italiani, che offrirà allo spettatore il carattere specifico della parola nelle corti cavalleresche, negli incontri d’amore, nel vivere quotidiano dell’età di Mezzo. E’ l’occasione per incontrare brani poetici del XIII e XIV secolo, esemplari di una letteratura minore antica, che si rivela interessante per soluzioni sintattiche, estremamente moderne. Si va da un classico dibattuto come “Rosa fresca aulentissima” di Ciullo o Cielo d’Alcamo, ai giochi linguistici del “Bisbidis” di Manoello Giudeo, passando per testi celebri come “La nascita del villano” di Matazone da Caligano e la grottesca “Parodia della Passione” di Ruggieri Apugliese. Nel repertorio anche due brani scritti dall’interprete, uno dei quali utilizzando l’antica tecnica del grammelot (linguaggio quasi senza parole riconoscibili) basato sull’imitazione onomatopeica di altre lingue. Una tecnica recentemente ripresa con eccezionale successo dal cabarettista Teo Mammuccheri, nei suoi ultimi spettacoli.