Articolo del 03/05/01

Sanità, si deve discutere dei tanti problemi del settore

Riceviamo e pubblichiamo. Si susseguono sulla stampa notizie di ogni genere sulla Ausl di Ravenna. Sarà anche il periodo elettorale, ma si legge veramente di tutto, dal tutto va male al tutto va bene, quindi si può veramente dire di tutto e di più. Credo che come sindacato ci corre l'obbligo di intervenire in modo serio e pacato per cercare di capire fino in fondo quale sia la realtà.Una delle cose degne di attenzione è un deficit di sessanta miliardi (raddoppiato) dopo una lunga stagione di tagli, calo di prestazioni, aumento di prestazioni a pagamento, il tutto collegato alle liste di attesa. Ma quello che deve preoccupare di più sono i 34 miliardi di passivo risultanti da mobilità passiva e attiva, il che significa che i ravennati sempre meno vogliono curarsi nella nostra Ausl e sempre meno vengono da fuori. Questo è un dato che deve fare riflettere il sindacato tutto, di categoria, dei pensionati, confederale, il sindacato unitario, se è possibile, come Uil altrimenti. Non possiamo assistere impassibili alla migrazione dei ravennati verso una sanità migliore e non si sa dove. Sono cittadini che vanno tutelati ed è nostro obbligo farlo. Si parla della piccola Ausl di non più di centomila abitanti fino alla grande Ausl da un milione e più di abitanti, la Ausl della Romagna. Personalmente ho la mia opinione, ma sarebbe sbagliato partire già prevenuti e quindi parliamone. Parliamone in modo serio e approfondito con la categoria, coi pensionati, con le confederazioni convinti che la sanità non è e non può essere di qualcuno ma è e deve essere di tutti, dei cittadini. Qualche considerazione voglio fare sul caso dell'autista della Cri e sulla sua azione nella piazza della Molinella riportata da tutta la stampa. Due parole solo sul metodo e sul contenuto. Il metodo può essere più o meno criticabile ma ha, a mio parere, delle grosse attenuanti, una persona che da decine di anni vive in mezzo al dolore ha gettato un sasso nella palude stagnante della sanità, tentando di smuovere le acque su una situazione che imputridisce sempre di più e il bilancio ce lo dice chiaramente. Denuncia una verità che ancora con più forza mi fa dire: parliamone!

Aldo Venturelli responsabile territoriale Uil Pensionati