FAENZA - E’ difficile analizzare partite del genere, quando il confine tra l’occasione sprecata e la prestazione “encomiabile” diventa sempre più sottile. La Fillattice, con il cuore e la pazienza della formichina, ha minuto dopo minuto assaporato il gusto del colpaccio, anzi, il +8 a 5’ dalla fine con la Kinder all’angolo, ha addirittura nuociuto ai biancorossi. Lì, specie durante la pausa per l’infortunio a Bonora (davvero sfortunato il play bolognese), Williams e compagni hanno forse avuto il tempo per riflettere su quanto stava accadendo. La tradizionale paura di vincere e la stanchezza hanno fatto il resto. “Nello sport queste cose possono succedere - esordisce coach Finelli -. Giovedì abbiamo beccato 30 punti da Udine giocando molto male e oggi (ieri ndr) meritavamo di vincere contro la squadra più forte d’Italia e d’Europa. Di fronte a prove così contraddittorie bisogna mantenere l’equilibrio, quindi non deprimersi per la sconfitta del Primo Carnera e non esaltarsi per la quasi impresa del PalaCattani”. Certo, il ribaltone finale brucia parecchio a Imola, più vicina alla vittoria di quanto non possa far pensare alcun tabellino. Sarebbe bastato un canestro in qualsiasi momento di quei 5 maledetti minuti per festeggiare. “Sono realista e non credo che ci abbia castigato la paura di perdere. Il merito va tutto alla Kinder, capace del resto già in passato di rovesciare gare simili. Noi abbiamo avuto la nostra chance per vincere, giustamente sbagliando i tiri decisivi non ce l’abbiamo fatta. Questa serata però servirà da insegnamento: se manterremo la stessa intensità di oggi, allora vorrà dire che abbiamo imboccato sul serio la strada giusta”. Il punto interrogativo più grande ha il nome e il cognome di Toby Bailei. Lui che dovrebbe essere il giocatore fondamentale della nuova Fillattice, sta tenendo un rendimento insufficiente, non solo per i numeri ma anche per l’atteggiamento. “Toby deve capire che tipo di pallacanestro si gioca in Europa e di conseguenza incanalare il proprio talento nella direzione migliore. Contro la Kinder ha avuto parecchi alti e bassi, ma attenzione, le qualità non gli mancano. Se Moltedo e Ambrassa continueranno a giocare così, allora potremo aspettarlo. Un applauso lo meritano Gray e Williams, che hanno dimostrato di poter tenere testa a chiunque nonostante l’altezza”.
r.r.