
FAENZA: Domanico 7, Cavina 6, Pomini 7, Bompan 6.5, Chiarini 6.5, Minardi 6.5, Neri 5.5, Lagorio 6.5 (44’ st Fontana n.g.), Floccari 6 (32’ st Bandini 6), Nonis 6.5 (18’ st Mambelli 6), Conficconi 5.5. A disp.: Brandi, Bianchedi, Zaccanti, Errani. All.: Regno. GUALDO: Aiardi 7, Sconziano 7, Memè 6, Fusco 6.5, Sandrin 6, Martinetti 7.5, Trotta 6 (7’ st Spagnolli 6.5), Campese 6.5 (27’ st Bellagamba 6), Innocenti 6, Balducci 5.5 (19’ st Gattari 6), Matteini 6.5. A disp.: Tajolini, Vecchiato, Farinelli, Recchi. All.: Donati. ARBITRO: Finazzi di Torino 4. RETI: 34’ st Spagnolli, 50’ st Matteini. AMMONITI: Lagorio, Bompan, Memè, Fusco. ESPULSI: 26’ st Neri per doppia ammonizione, 40’ st Conficconi per proteste. NOTE: giornata grigia, terreno in discrete condizioni. Spettatori 200 scarsi. Angoli 3-3. FAENZA - Non basta la volontà. Il Faenza crea gioco più che in altre occasioni, va vicino al gol in almeno un paio di volte, ma più che dal Gualdo, viene fermato da un arbitro irriverente, che chiude sempre gli occhi sulle scorrettezze degli umbri, ma che quando si tratta di cacciare Neri e Conficconi, non ci pensa su due volte. La squadra di Ettore Donati, che non si è rivelata per niente superiore ai padroni di casa, trova i match-ball nel finale, grazie a una prodezza di Spagnolli e a Matteini. Ancora una volta, il Faenza raccoglie complimenti e pacche sulle spalle, ma non quei punti che gli servirebbero per abbandonare le zone basse della classifica. I biancazzurri hanno dimostrato di essere vivi, però la quarta sconfitta consecutiva (su tre partite giocate in casa), specie per come è maturata, rischia di avere degli effetti devastanti sul morale. Regno, che in attacco può contare sul rientro di Floccari, dà fiducia a Pomini e Lagorio. Nel Gualdo non c’è Brescia, sostituito da Sandrin, mentre tra i pali debutta il neo-acquisto Aiardi (ex Lecce). Donati non rischia il tridente puro e tiene Trotta a ridosso delle punte Innocenti e Matteini. L’inizio è sostanzialmente equilibrato, il Gualdo esercita una leggera supremazia territoriale, però il Faenza non soffre più di tanto e quando può, riparte in velocità. Il primo tiro in porta è di Nonis al 15’, ma la conclusione, seppure forte, è troppo centrale e non sorprende l’esperto Aiardi. La partita stenta a decollare, il gioco è spezzettato e a centrocampo i falli si sprecano. L’unico che prova a smuovere le acque è il mobilissimo ed eclettico Nonis, ma di vere e proprie occasioni da rete non se ne vedono, né da una parte, né dall’altra. Comunque, nel finale di tempo il Faenza cresce prepotentemente e mette alle strette gli avversari, incapaci di varcare la metà campo biancazzurra. Il terreno del “Bruno Neri” non è scivoloso, ma i giocatori del Gualdo cadono sempre e non si capisce il perché. A quanto pare però nemmeno l’arbitro lo sa, visto che per simulazione non viene ammonito nessuno. La ripresa si apre con un gran tiro a botta sicura di Cavina, ribattuto in extremis dalla difesa umbra. La risposta del Gualdo non si fa attendere e al 60’ Domanico deve volare per deviare in angolo una punizione dai 25 metri di Innocenti. Adesso la partita è molto più piacevole, sale anche l’agonismo e a farne le spese è Mauro Neri, cacciato frettolosamente dall’arbitro per doppia ammonizione. La superiorità numerica dà fiducia al Gualdo e Regno corre ai ripari inserendo Bandini per Floccari. Il Faenza, comunque, non sta certo a guardare. Al 73’, Bompan ci prova da fuori, ma per un soffio non trova fortuna. Al 78’, è Martinetti a sfiorare la traversa dal limite e un minuto più tardi, Spagnolli approfitta di un rimpallo favorevole per superare in velocità la difesa biancazzura e battere Domanico in uscita con un preciso esterno destro. Coraggiosamente, il Faenza si butta alla ricerca del pareggio, ma al 95’, ormai ridotto in nove, viene trafitto di nuovo: l’ottimo Martinetti serve un assist al bacio per Matteini, che smarca anche Domanico, depositando in rete la palla del definitivo 0-2. Il Faenza non se lo meritava proprio.
Giovanni Morini