Articolo del 01/09/01

Straordinari Purple!

RIOLO TERME - Quelli che sembravano divertirsi di più, giovedì sera nell’Area verde di via Bologna, erano proprio loro: i Deep Purple. Più che una rock band una session di clamorosi strumentisti al servizio del geniale repertorio di 33 anni di carriera. Senza più alcuna pressione da palco, nè curiosità per il pubblico. Solo la voglia di stupire ancora, di far venire la pelle d’oca ai 10mila fan di Riolo con quelle musiche lisergicamente coivolgenti. Peccato che all’ultimo momento non abbia potuto esibirsi John Lord, il tastierista. È entrato in scena al suo posto Don Airey, musicista di riserva ma di grande spessore. In gran forma è apparso Steve Morse, un mostro delle sei corde con la faccia da ragazzino: virtuosismi con il sorriso sulle labbra. Ian Gillian era dato per malato, prima dell’inizio del concerto. Un abbassamento di voce, si mormorava, ma poi quando è salito sul palcoscenico, il suo “infortunio” è durato poco più di una canzone. Poi le corde vocali si sono scaldate, e il vecchio Gillian ha portato tutti nel magico, onirico mondo dei Purple. Prima l’accenno di Lazy, poi Highway star, la straordinaria Black night, Speed King e un assaggio di Woman from Tokyo. Omaggi a Jimy Hendrix, Van Halen, George Gershwin e i Led Zeppelin. Tanto per far capire: questi sono loro, poi ci siamo noi che siamo un’altra cosa. E giù con Perfect strangers e l’ancora magnifica Smoke on the water. Assoli infiniti di chitarra, batteria, tastiera e basso, tanto per dimostrare una classe e un’abilità come non se ne vedono spesso. E felici improvvisazioni, con Gillian che spesso al cantato, per riposare forse la gola disastrata anche da più di un pacchetto di Marlboro al giorno, preferiva il tam tam dei suoi tamburi, posizionati a centro palco. Scalzo, camicia orientaleggiante, balzava, non troppo agile, in scena, ma non si poteva che ammirarne lo spirito puro e dedito solo al suono e alla sua magia. I Deep Purple dovrebbero servire da esempio ai gruppi più giovani, quelli che si adoperano ai confini tra il pop e il rock. Magari qualche volte conviene concentrarsi sulla qualità del prodotto sonoro, piuttosto che sul facile successo di cassetta, esclusivamente orecchiabile. Per ottenere, dopo 33 anni di carriera, risultati di pubblico e critica del genere.

Samuele Amadori