FAENZA - Oggi e domani Faenza e piazza Nenni saranno al centro dell’attenzione del mondo della ceramica con la XXII edizione del “Mondial tornianti oro del Vasaro” cui è abbinato il “Trofeo Alteo Dolcini”. Le origini di questa manifestazioni risalgono a 22 anni fa. Si era nel settembre 1979, davanti ad un buon bicchiere di sangiovese il segretario comunale Alteo Dolcini, Vincenzo Lega (giovanotto appena rientrato dal servizio militare con l’amore per la ceramica come “male di famiglia”) Dante Servadei (giovane titolare della Bottega Gatti ed oggi maggior esponente dei ceramisti faentini) e Mario Pezzi (che fra pochi giorni, riceverà il Leon d’Oro “I Fiori” per i suoi meriti artistici in campo ceramistico), parlava di una competizione per ceramisti lanciata in Svezia, gli altri esprimevano i loro pareri per valorizzare l’arte della ceramica che stava attraversando un periodo di stanca e la ricerca di una soluzione concreta andò prendendo forma. “Io dissi di dare risalto ai tornianti che venivano un poco considerati ceramisti di serie B - dice Lega - e subito trovai Pezzi sulla mia lunghezza d’onda mentre Dolcini e Servadei, i due ‘intellettuali’ della compagnia, cercavano il nome giusto per un lancio di effetto dell’iniziativa. Alla fine prevalse la proposta di Alteo per far nascere il concorso Principe dei Tornianti che poi, con il passare degli anni e della valorizzazione a livello internazionale, diventerà Mondial Tornianti - L’oro del vasaio. La nascita Trofeo Dolcini abbinato alla rassegna è divenuto il logico riconoscimento a Dolcini dopo l’immatura scomparsa di questo personaggio che ha lasciato un segno non solo nella sua amata Romagna”. Fin dalla prima edizione fu decisa la separazione fra “Principe tecnico” e “Principe esteta”, Ferdinando Bianchedi (collega di lavoro di Dolcini) fu scelto come segretario (ed è tuttora sulla breccia); l’iniziativa si mise in moto col lancio ufficiale del 1980 col perugino Reno Lolli titolare della corona di principe “Tecnico” e il cervese Giacomo Onestini miglior “esteta”. La grande avventura riservata ai ceramisti specializzati nell’uso dei tornio muoveva i primi passi; un’avventura che avrebbe ben presto superato i confini nazionali e realizzato il nuovo sogno dolciniano. Con l’allargarsi della partecipazione alla manifestazione internazionale faentina, nel 1993 si arrivò ad una “corona principesca” anche per i giovani e per le concorrenti del sesso gentile, e da allora, assieme alla tanta acqua passata sotto i ponti c’è stata gloria per tanti. Il plauso va a tutti coloro che, ogni anno, danno vita ad una iniziativa che trova il punto di maggior socializzazione nella “cena del torniante” in programma questa sera al Giardino del dopolavoro ferrovieri (Dlf). Nel 2000 è stato istituito un titolo a squadre conquistato da Cotrufiano di Legge con Antonio Corineo, Giuseppe e Massimo Colì.
Renato Cavina