Articolo del 01/06/01

“Non sarà che mancano i soldi?”

Faenza - L’Istituzione Museo delle Ceramiche non è ancora pronta a diventare “Fondazione”. La delibera di approvazione del nuovo statuto è stata rimossa dall’ordine del giorno del consiglio comunale di Faenza di ieri sera. Probabilmente se ne riparlerà nella seduta in programma per il 14 giugno. Giustificazione: pare che l’assessore Donatella Callegari non sia riuscita ad occuparsene in tempo. Intanto sulla questione si scatena “l’ira funesta” della lista civica La tua Faenzache proprio ieri, prima del Consiglio comunale, ha convocato una conferenza stampa per esprimere la sua disapprovazione. “La delibera ora non è pronta – hanno fatto sapere i consiglieri Montefiori, Bucci e Rovelli – ma il fatto grave è che la Giunta comunale abbia tentato di portare all’approvazione del Consiglio un atto concepito probabilmente su promesse telefoniche: è inaudito pressapochismo”, chiosano i tre consiglieri. Con il passaggio da Istituzione a Fondazione la Giunta vuole aprire la gestione del Museo ai privati e ad altre realtà istituzionali, perché divenuto troppo oneroso a carico del solo Comune. Ecco quindi il coinvolgimento di Provincia, Regione, Camera di Commercio, banche, finanche del ministero dei Beni Culturali. L’iter procedurale per avviare la nuova formula è stato attivato da tempo, ma secondo la lista civica La tua Faenza “a tuttora mancano le adesioni dei soci fondatori: non si sa chi parteciperà, tant’è che è impossibile approvare lo statuto proprio perché mancano le loro delibere, atti senza i quali, la Giunta non doveva neppure pensare di portare all’ordine del giorno l’argomento. Non sarà – prosegue La tua Faenza – che non si sono reperite energie fresche per sopperire alla cronica necessità di fondi? Non sarà che dopo anni di cattiva gestione ora il Museo è poco appetibile agli investimenti dei privati? Mentre da una parte ci si prodiga per iniziative culturali di grande richiamo, dall’altra non è ben chiaro cosa succederà. Tanto più che ora, sembra confermato, si dimetterà anche il direttore Giancarlo Bojani, figura istrionica per il Museo, intenzionato a tornare nella sua Pesaro.

f.d.