FAENZA - Un fatturato di 160 miliardi di lire, 500 dipendenti, oltre il 70% della produzione esportata in più di 50 Paesi, forti investimenti nella ricerca e nel processo di internazionalizzazione. Il Gruppo Bucci si appresta a festeggiare i quarant’anni di una delle “figlie”, la Iemca Spa - leader nella produzione di caricatori automatici di barre per torni -, con tutti gli ingranaggi ben oliati. Massimo Bucci, presidente di Finaix Spa, la holding finanziaria del Gruppo, nel presentare il programma delle celebrazioni, ha colto l’occasione per illustrare le strategie di medio e breve periodo delle varie partecipate. All’incontro, che si è svolto ieri mattina nella sala Verde della residenza municipale, era presente anche l’assessore alle Attività produttive, Paolo Valenti. Il core business del Gruppo è quello delle macchine utensili speciali. Del settore fanno parte le due divisioni della Igmi Spa: la Iemca, che ha sede a Faenza, specializzata nella produzione di caricatori automatici di barre per torni mono e plurimandrino e la Giuliani Macchine Italia Spa, con sede a Bologna, specializzata dapprima nella produzione di nicchia delle macchine speciali per serrature, e che ha poi ampliato il proprio campo applicativo anche ai transfer lineari e a tavola rotante per i settori dell’automvite e della meccanica in generale. Ma il Gruppo è anche fortemente impegnato in una politica di diversificazione. “Nel corso del 2000 - ha detto Bucci - abbiamo acquisito la Riba composites, una piccola società ad altissima specializzazione, operante nel settore dei nuovi materiali, in particolare di elementi in fibra di carbonio utilizzati, tra l’altro, dalle auto di Formula 1, della nautica e delle telecomunicazioni”. Si tratta di un’azienda con un alto potenziale di sviluppo, “pertanto abbiamo subito avviato nuovi investimenti e sono i corso i lavori per la realizzazione del nuovo stabilimento nel terreno industriale vicino a quello Caviro”. Tra i motori di crescita dello sviluppo, Bucci ha indicato gli investimenti tecnologici e il processo di internazionalizzazione. “Possiamo contare infatti su un team di progettisti e tecnici di ottimo livello: all’attività di ricerca e sviluppo si dedicano circa 70 persone e per rispondere alle esigenze della clientela abbiamo diversificato la gamma dei prodotti in modo significativo”. Venendo al secondo fattore competitivo, la stessa Iemca si avvale di uno stabilimento produttivo negli Stati Uniti (a Charlotte, nel North Caroline) e di uno a Taiwan (a Taichung), mentre in Francia, Germania e Giappone sono operative filiali commerciali. “Inoltre - ha concluso Bucci - stiamo valutando la possibilità di aprire filiali commerciali in Cina e Brasile, un mercato quest’ultimo nel quale potremmo anche aprire uno stabilimento”. Il management del Gruppo è poi impegnato a valutare anche possibili acquisizioni che esulano dal core business. “Sono in corso trattative per un’azienda non faentina, coinvolta in un processo di ristrutturazione e che ci potrebbe vedere protagonisti di una diversificazione molto spiccata”. Tornando alle celebrazioni del quarantennale Iemca, dopo l’inaugurazione ufficiale del 5 giugno, nei quattro giorni successivi, nella sede dell’azienda, si terranno anche una serie di incontri con gli studenti delle scuole medie superiori e dell’Università e con clienti italiani e stranieri.
lu.pa.