Articolo del 01/06/01

La cultura tecnica, una grande risorsa

FAENZA - L’Api Ravenna – Associazione delle piccole e medie industrie – da sempre sensibile alle dinamiche della formazione e dell’occupazione del proprio territorio ha promosso, in collaborazione con la scuola media statale “Europa” di Faenza, una serie di iniziative che hanno come finalità la valorizzazione della cultura tecnica. La motivazione che ha portato al coinvolgimento delle classi seconde e terze della scuola media è dettata dalla precisa convinzione che l’opera di informazione e di sensibilizzazione destinata ai ragazzi, debba essere compiuta prima della scelta d’indirizzo superiore. “La realizzazione di un progetto di questo tipo - afferma la preside Maria Dari - è stata possibile grazie al fatto che scuola e mondo imprenditoriale hanno parlato lo stesso linguaggio e hanno fatto confluire le proprie esperienze e conoscenze per la creazione di un progetto pilota, innovativo”. L’associazione ha organizzato un incontro con gli studenti a cui sono intervenuti gli imprenditori Roberto Resta, vicepresidente Api Ravenna, e Giuseppe Calderoni, membro del consiglio direttivo Api Ravenna, rappresentanti del mondo della piccola e media impresa della provincia di Ravenna i quali, dopo aver illustrato ai ragazzi l’alta valenza della cultura tecnica, li hanno successivamente accompagnati nella visita alle proprie aziende. Gli studenti sono stati invitati a comporre un elaborato sulle tematiche emerse da quest’esperienza; i temi migliori verranno premiati venerdì 8 giugno, con cinque borse di studio messe a disposizione dall’associazione a corollario dell’intero progetto. Nel corso degli incontri gli imprenditori hanno parlato ai ragazzi con tono confidenziale, sottolineando soprattutto l’atteggiamento con il quale ci si dovrebbe accostare al mondo del lavoro. Li hanno invitati alla curiosità, a porre domande, alla sperimentazione, alla manualità, all’approfondimento delle conoscenze tecniche e soprattutto li hanno spronati a non limitarsi ad una comprensione superficiale delle cose. Negli ultimi anni si è assistito ad un processo di sistematico deprezzamento del lavoro industriale che ha portato a ridurne il valore e le considerazioni sociali e ad alimentare atteggiamenti di rifiuto e di indisponibilità da parte delle nuove generazioni. Ha preso corpo il luogo comune per cui le attività lavorative legate alla fabbrica sarebbero di livello inferiore rispetto ad altre occupazioni. A questo proposito racconta Calderoni che in un colloquio un formatore gli illustrava la differenza esistente fra il nostro paese e nazioni come la Germania: “Mentre da noi era ambito il posto in ufficio, forse meglio retribuito del lavoro manuale e tecnico, in altre nazioni il rapporto era ribaltato, soprattutto riguardo agli aspetti economici. Penso che anche il nostro paese sia indirizzato verso questa strada e chi vada a scegliere queste professioni abbia possibilità di carriera e gratificazioni economiche”. Si è voluto articolare un intervento strategico nell’orientamento, rivolto a studenti e insegnanti.