CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA DI MERCOLEDI’ 28 GIUGNO 2000
E’ sostanzialmente impossibile, per l’ultimo consiglio di giovedì 28 luglio, fare un resoconto integrale, come si era fatto fino ad ora, cercando di rispettare al massimo il criterio di esprimere la massima verità.
Il Consiglio era stato convocato per le 17.30, per evitare di fare le ore piccole, ma gli argomenti erano talmente importanti che il consiglio è terminato alle 2.45 del giorno dopo. Quando la seduta fa le ore piccole ed è troppo lunga si prende il consiglio per stanchezza, come si è fatto.
Molte le interpellanze e molte le risposte, è continuato lo stile prevalente dei membri di giunta di non dare risposte puntuali e di non tenere in grande considerazione quanto suggerito o lamentato dall’interpellante.
Si da atto che il voto migliore spetta all’Assessore Collina, 7, in risposta all’interpellanza di CONSOLE CAMPRINI sull’allacciamento idrico a celle. VEDASI TESTO l’Assessore ha attribuito la responsabilità per la mancata esecuzione nel passato al non avere raggiunto il minimo, pari al 70% della spesa, di sottoscrizione preventiva dei contratti. Tuttavia, ha dato conto della recente riunione e dell’apertura dei termini fino al 10 luglio per una verifica dei reali interessati nell’ambito di una nuova soluzione.
I punti all’ordine del giorno erano 13 e tra di essi, quasi tutti importantissimi, come è nella logica delle nuove competenze di prevalente indirizzo e controllo del consiglio, ben quattro riguardavano l’approvazione di consuntivi di bilancio, tra cui quello del Comune.
1. INFORMAZIONE SULL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER L’ASSOCIAZIONE TRA I COMUNI DI FAENZA, CASTELBOLOGNERE, SOLAROLO.
Il sindaco informa che la giunta ha adottato una delibera per l’avvio del procedimento sulla base della nuova legge regionale sugli ambiti territoriali ottimali per la gestione associata dei servizi degli enti locali. CONSOLE CAMPRINI obietta che la materia è di competenza del consiglio e propone di metterla all’ordine del giorno di un prossimo consiglio, considerando la delibera addottata dalla giunta come una proposta ad esso. La Presidenza, in accordo con l’obiettante, rimette l’osservazione alla valutazione dei capigruppo.
2. RENDICONTO DELLA GESTIONE PER IL 1999
Si tratta di approvare in bilancio consuntivo del Comune di Faenza, argomento, quindi di grande importanza.
I dati sostanziali sono così riassumibili, spese correnti preventivate in circa 95 miliardi, poi elevate a circa 98 miliardi per maggiori entrate.
Spese di investimento preventivate in circa 48 miliardi, realmente impegnate per circa 18.
L’illustrazione dell’Assessore VALENTI mette in risalto una gestione positiva, a suo giudizio testimoniata anche da una entità bassa dell’avanzo di gestione, complessivamente di circa "5 miliardi" e da un livello elevato di investimenti. Circa l’andamento di questi ultimi al di sotto delle previsioni elenca le opere la cui realizzazione sarebbe slittata per fatti estranei all’amministrazione, come il programma dei sottopassaggi lungo la ferrovia.
CONSOLE CAMPRINI per FI-CCD, preannuncia voto contrario per un principio generale di coerenza con il voto contrario in sede di preventivo. Tuttavia rileva che anche sul piano del merito il giudizio è negativo perché l’avanzo di amministrazione è troppo elevato, anche tenuto conto dell’avanzo di solo spesa corrente, circa 1.700 milioni. Egli fa notare che un rallentamento della spesa, come di fatto è un avanzo di amministrazione, significa un rinvio nella soddisfazione di bisogni che erano stati preventivati come urgenti ed indispensabili
A suo giudizio ancora più negativo è l’andamento della spesa in investimenti, poiché una realizzazione del programma pari al solo 38%, è chiara dimostrazione di cattiva gestione, nonostante le giustificazioni date. Anche l’esame dell’entità dei residui attivi e passivi, superiori ciascuno ai 60 miliardi, manifesta elementi negativi di gestione.
APPROVATO A MAGGIORANZA CON VOTO CONTRARIO DI TUTTE LE MINORANZE PRESENTI, AN, FI-CCD, La Tua Città.
3. CONSORZIO AMI: RIASSETTO ORGANIZZATIVO
Si trattava di approvare la trasformazione della parte operativa e gestionale del Consorzio Aziende Municipalizzate di Imola in società per azioni per avviare la privatizzazione del mercato dei servizi pubblici, sulla base dei nuovi indirizzi legislativi, che lasciano all’ente pubblico la sola proprietà delle infrastrutture delle reti di servizi e la programmazione degli interventi, mentre la gestione dei sei servizi deve essere lasciata al mercato tramite le imprese di diritto privato abilitate ad accedere agli appalti pubblici. Anche l’ente pubblico può essere gestore, ma solo tramite gli strumenti normali dell’imprenditoria privata, senza più l’obbligo di agire tramite società a capitale pubblico maggioritario.
L’opposizione delle minoranze, espressasi con voto contrario, FI-CCD, AN e lista La Tua città, è stata compatta e decisa con motivazioni articolate, principalmente basata per queste ultime, per bocca di TINI e BUCCI, sullo sperpero e sul portare acqua a carrozzoni facenti parte del sistema di strapotere della sinistra. CONSOLE CAMPRINI, per la prima, ha messo in evidenza che la questione non poteva essere vista semplicemente come singolo atto come proposto, ma come anello di una catena di scelte sbagliate che hanno a monte una grave responsabilità di questa maggioranza, cioè di avere continuato a non pensare in termini di reale bacino socioeconomico gravitante su Faenza, riferibile alle aree interprovinciali ed interregionali facenti capo alla valle del Marzeno, del Lamone, del Senio, nella connessione pedemontana dell’asta Via Emilia, con particolari relazioni con Forlì, Imola e Lugo, intese come aree aggregative, e con rapporti con un capoluogo, quello ravennate del tutto eccentrico. Politica che in realtà era stata perseguita dai governi locali faentini di centro e di centrosinistra, in collaborazione con giunte di sinistra di altri comuni fino a metà degli anni 70.
Anche sul terreno specifico la scelta non è condivisibile secondo CONSOLE CAMPRINI, in quanto l’adesione di Faenza al Consorzio AMI è solo del settembre scorso con il solo scopo di portare acqua all’impresa di Imola nella sua ambizione di posizionamento sul mercato, rinunciando ai vantaggi di un pubblica gara, cioè prezzi più bassi e migliori servizi. In sostanza, senza addurre alcuna dimostrazione di vantaggio della scelta, poiché non è possibile fornire un dato inesistente, si chiedono ai cittadini di Faenza maggiori sacrifici, dovendo finanziare l’acquisto dei pacchetto azionario sperando in un ritorno di mercato, ritorno non scontato, ovviamente, trattandosi di dover collocare nel mercato sia dei servizi che della azioni, la spa costituenda.
Tuttavia il consigliere ha invitato a metter da parta i diversi punti di vista, sui singoli atti amministravi presentati dalle scelte della maggioranza, e di concentrare l’attenzione sul fatto concreto che il bacino socioeconomico a cui egli si è riferito non ha una soddisfacente espressione istituzionale, tale da garantire la migliore soddisfazione degli interessi delle popolazioni amministrate, che solo nell’ambito di una corrispondente espressione e rilevazione istituzionale possono trovare adeguata soddisfazione.
L’appello di CONSOLE CAMPRINI non è certo stato estraneo all’intervento che lo stesso SINDACO ha ritenuto di dover fare, nel tentativo di dimostrare che le esigenze prospettate da tale intervento potranno trovare soddisfazione alla fine del percorso degli interventi avviati dall’amministrazione, richiamandosi alle scelte per la municipalizzata di Faenza, come strumento operativo specializzato al potenziale servizio anche di altri territori, come la scelta del precedente consiglio per l’ambito territoriale ottimale provinciale per i servizi idrici e di raccolta e smaltimento dei rifiuti, pur collocando i medesimi in un bacino di intervento "da Bologna alla costa all’Appennino". CONSOLE CAMPRINI, pur dando atto positivamente dell’intervento del Sindaco, ha rilevato che rimaneva ancora una dialogo sostanzialmente tra sordi.
4. VERIFICA DELLA INDISPENSABILITA’ DELLE COMMISSIONI ISTITUITE.
Sulla base di un preciso obbligo stabilito dalla finanziaria per il 2000, ogni ente locale deve verificare annualmente la indispensabilità delle commissioni istituite presso l’ente. La giunta rispetto ad un elenco di ben 49 commissioni, proponeva l’eliminazione solo della commissione per la classificazione alberghiera e per l’esercizio del servizio di ambulante con conducente. Le minoranze, per bocca di CONSOLE CAMPRINI e di BUCCI, chiedevano il rinvio della pratica, poiché era andata alla commissione consiliare seconda fuori ordine del giorno e la commissione aveva chiesto di discuterne. Si apriva una lunga discussione in merito, ma la maggioranza non accedeva alla richiesta trincerandosi sulla necessità di rispettare il termine di legge, che in realtà non era vincolante, essendo meramente ordinatorio. BUCCI arrivava ad affermare che se non era per la poca rilevanza dell’argomento, l’atteggiamento di metodo antidemocratico della maggioranza avrebbe giustificato l’abbandono dell’aula da parte della minoranza.
LA DELIBERA VENIVA APPROVATA A MAGGIORANZA, CONTRARI CONSOLE CAMPRINI, MONTEFIORI, BUCCI, ROVELLI, ASTENUTI MUSCA E PIOLANTI.
5. MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE: CONTO CONSUNTIVO 1999.
Si trattava di approvare il consuntivo della più importante istituzione culturale faentina.
Il dibattito è stato il più intenso e partecipato di tutta la seduta e si è avuta la netta sensazione che al di là delle parole di obbligatoria difesa, anche la maggioranza mostrasse di condividere la sostanza delle critiche della minoranza, la quale ha esplicitamene accusato di "gestione fallimentare" ed ha affermato la necessità di riaprire il libro anche con il "cambio dei massimi responsabili", presidente e direttore.
Ad aprire il fuoco della critica è stato ROVELLI, che, conti alla mano, con una precisa analisi delle voci di spesa e di entrata di bilancio, ha rilevato non solo il calo delle presenze e delle sponsorizzazioni come era evidenziato nella stessa relazione, ma ha dimostrato che il costo di gestione per il Comune di Faenza era più di due miliardi per le sole spese correnti, per voci quasi tutte di costo di personale. Egli ha chiesto di riesaminare da cima a fondo la situazione del Museo, invitando la maggioranza a farsene carico. Anche TINI ha rincalzato sulla cattiva gestione e le spese eccessive di personale.
La ZUCCHINI, per la maggioranza, ha citato esplicitamente i compiti del Museo per mettere in evidenza che parte delle spese del personale sono inevitabili dati tali compiti, es. per la catalogazione, sottolineando che una simile istituzione culturale non può essere gestita con criteri di mercato.
BERTACCINI, neopresidente della commissione cultura, del gruppo R.C., ha messo in evidenza il lavoro della commissione e le difficoltà per molti suoi membri nuovi, ringranziando il consiglier museale MESSINA per le maggiori informazioni fornite, non rilevabili dall’esame della mera pratica ufficiale.
CONSOLE CAMPRINI, prendendo atto positivamente dell’esigenza di buona informazione espressa da BERTACCINI, elogiando ROVELLI per il giusto taglio di esame di un consuntivo come avrebbe voluto un decano delle assemblee elettive, come il Rag. ORSOLO GAMBI, che sempre lamentava la scarsa attenzione alle cifre specie nell’esame dei consuntivi, ha condiviso completamente i suoi rilievi contabili ed ha dato atto che di fronte al dato calo presenze e calo degli sponsor, nonostante la mole di investimenti fatta in questi anni, una buona squadra di calcio avrebbe subito cambiato presidente e direttore. Ha messo, inoltre, in evidenza come, a fronte di un’imposta IRAP di ben più di cento milioni pagata alla Regione, questa non desse alcun contributo, nonostante che si fosse investito nella presidenza di ex assessore regionale ed i miliardi regionali distribuiti per altre iniziative culturali. Similmente si poteva rilevare verso la Provincia, così, richiamandosi alla Zucchini, certe spese da lei evidenziate erano da imputarsi alla spesa universitaria. In generale ha sottolineato come con il Museo si continui a volare basso mentre la sua internazionalità meriterebbe ben più ampi finanziamenti dalle istituzioni superiori. Sul terreno istituzionale ritiene che vada ripresa la proposta di GOLFIERI di fare una istituzione internazionale.
CALLEGARI, ha cercato di difendere l’indifendibile affermando che capiva il disagio di consiglieri
di fronte ad un consuntivo di una gestione che non avevano visto nella fase antecedente, essendo nuovi consiglieri e non avendo partecipato alla definizione degli obiettivi.
ROVELLI veniva provocato ad un nuovo intervento e richiamava l’attenzione sulla necessità che il museo si muova in sinergia con tutte le altre istituzione culturali, assai numerosi, interessate al fenomeno ceramica.
RESTA sottolineando gli aspetti positivi del dibattito ricordava la richiesta di F.I. per la fondazione e ne sollecitava la formazione.
TOSCHI, per la maggioranza, invitava a fare proposte, condivideva l’esigenza del rapporto con il territorio, ma sottolineava anche che occorreva intendersi su che cosa deve essere una struttura museale, in particolare sollecitava il completamento dei lavori, come elemento decisivo per il rilancio.
APPROVATO A MAGGIORANZA CON IL VOTO CONTRARIO DI TUTTA LA MINORANZA PRESENTE, Tini e Villa per AN, Console Camprini, Piolanti, Zucchini per F.I.-CCD, Montefiori, Bucci e Rovelli per la Tua Faenza.
5. BOCCIATA LA RICHIESTA DI FORZA ITALIA PER UN RINVIO DEGLI ULTIMI PUNTI DELL’ORDINE DEL GIORNO
Quando si stava avvicinando la mezzanotte, FORZA ITALIA in accordo con le altre minoranze ha chiesto di rinviare gli ultimi cinque punti all’ordine del giorno e la minoranza era disponibile a ragionare sull’inclusione di altre pratiche. La maggioranza dopo un lungo tira e molla ha bocciato la richiesta di rinvio con la protesta delle minoranze che hanno messo in risalto l’antidemocratica chiusura della maggioranza. CONSOLE CAMPRINI ha rimproverato la maggioranza di voler solo prendere senza nulla dare. Infatti egli aveva dato il suo benestare per consentire lo spostamento del Consiglio dal 30 al 28, senza rispettare l’obbligo di far decorrere cinque giorni pieni prima della convocazione.
Dopo tale episodio la minoranza ha continuato i lavori non rinunciando a dire il suo pensiero. Ciò ha creato ripetuti incidenti di intolleranza dei consiglieri di maggioranza che volevano andarsene. I lavori sono giunti ad un accentuato stato di tensione quando la popolare ZUCCHINI ha fatto con la mano un grave gesto di intolleranza verso CONSOLE CAMPRINI, perché aveva superato i dieci minuti dell’intervento. Rabbiosa ed accanita è stata la sua reazione, lamentando che prima la medesima aveva votato contro la proposta di aggiornamento e che, comunque, doveva essere la presidente a richiamare l’oratore, non un consigliere con gesto incivile e facendo notare che le regole non erano stato rispettate in primo luogo dalla maggioranza nel costringere un consiglio a fare le ore piccole, nonostante una convocazione anticipata e programmata a metà pomeriggio per evitare il dopo mezza notte.
6. GLI ALTRI PUNTI
Sulle proposte per il rispetto del patto di stabilità interno con i parametri stabiliti dalla finanziaria per il 2000 hanno votato contro MUSCA e CONSOLE CAMPRINI, astenuti gli altri della minoranza.
Sulla convenzione di affidare alla SORIT anche l’esame preventivo degli accertamenti per la liquidazione ICI ha votato contro CONSOLE CAMPRINI, si sono astenuti gli altri della minoranza. CONSOLE CAMPRINI ha motivato il disaccordo con il giudizio del tutto critico verso la gestione del servizio tributi, specie dell’ICI, ed anche verso la stessa SORIT, lamentando l’orario non adeguato alle esigenze degli utenti, e l’atteggiamento di scarsa attenzione per l’utente.
L’assessore VALENTI ha dichiarato di voler verificare queste ultime segnalazioni con il ringraziamento del consigliere.
Molto importante è stato anche il dibattito sul bilancio consuntivo dell’A.M.F., la municipalizzata faentina, che ha fatto registrare un avanzo di circa 750 milioni. Per CONSOLE CAMPRINI esso non testimonia alcuna particolare efficienza, se si prendono in considerazione gli importi che si avevano per i servizi attivi nelle gestioni di dieci, quindici anni fa. In particolare ha chiesto che l’avanzo per le pompe funebri venga utilizzato per una riduzione delle tariffe, se è vero, come gli risulta che da sempre si ha un avanzo tutti gli anni, senza conversione a vantaggio degli utenti.
A fronte dell’approvazione di maggioranza, sono stati contrari: CONSOLE CAMPRINI, PIOLANTI, ROVELLI, BUCCI, astenuto TINI.
Anche il bilancio consuntivo 1999 dell’opera pia elemosiniera è stato approvato a maggioranza, con l’astensione di ROVELLI, TINI, CONSOLE CAMPRINI e PIOLANTI.
CONSOLE CAMPRINI ha sottolineato la necessità salvaguardare il buon utilizzo dei patrimoni donati, affinché questa ricchezza di donazione continui e non si crei un diverso interesse di donare ad altri, anziché al Comune, lamentando che troppo spesso il patrimonio di questi enti viene utilizzato per vantaggi di altri servizi comunali a scapito del buon perseguimento dei fini dell’istituzione.
La proposta di acquisizione di area per la ristrutturazione di centrali di sollevamento, monitoraggio e controllo è stata approvata con l’astensione di CONSOLE CAMPRINI, PIOLANTI e TINI
Altro provvedimento che ha visto una corale partecipazione alla discussione è stata la proposta per la costituzione dell’associazione per la strada dei vini, votata da tutti con il solo voto contrario di CONSOLE CAMPRINI. Questi si è dichiarato d’accordo con l’iniziativa, ma ha votato contro per il metodo usato che non gli ha consentito di introdurre quelle proposte di modifica che aveva fatto in commissione e che erano state condivise dai commissari. Esse si riferivano: alla riduzione della durata della convenzione a 10 anni, alla necessità di attivare controlli sul rispetto dei capitolati di qualità, sull’estensione a tre dei rappresentanti del comune. L’assessore COLLINA aveva motivato l’impossibilità di accogliere le richieste con il fatto che il 3 luglio era già convocata la riunione dal notaio essendo la convenzione stata approvata già da tutti gli altri aderenti
Come ultimo punto, quando si avvicinavano le tre di notte, e nemmeno si era voluto rinviare questo punto è stata approvato l’ordine del giorno contrario al mantenimento dell’embargo contro IRAQ. L’argomento era stato iscritto su presentazione di o.d.g. da parte di TINI, di An, ma poi ne erano seguite due versioni che spostavano l’asse di ragionamento in senso antiamericano. Contrario è stato CONSOLE CAMPRINI, che volutamente non ha rinunciato a dire il suo pensiero sottolineando l’esigenza che gli interventi in politica estera si devono qualificare anche per l’equilibrio della presa di posizione, così sui temi della pace non gli risultava che si fossero prese posizioni in consiglio comunale sulla guerra per il Kossovo, nello specifico egli ricordava i motivi per cui l’embargo era stato stabilito e cioè il mancato rispetto degli obblighi di consentire le ispezioni sui vincoli di non riarmo. Egli sottolineava che la pace si costruisce a monte dei singoli eventi, rafforzando le infrastrutture della pace e tra di esse vi è un sistema di difesa europeo che comporta i necessari sacrifici di spesa per gli europei, che non possono continuare a mettersi sotto l’ombrello dell’armamento americano quando fa comodo, salvo criticare le scelte "sbagliate" degli
U.S.A.
COMMENTO
Un consiglio pesante, pieno di argomenti complessi che una maggioranza chiusa ed ottusa ha voluto gestire senza il minimo di buon senso, calpestando le regole elementari del dibattito democratico, cioè di non forzare i tempi per ridurre la discussione.
CONSOLE CAMPRINI, causa alcune assenze giustificate nelle proprie file, ha dovuto essere mattatore per forza e per elezione.
Le minoranze, assente ancora una volta il rappresentante della LEGA NORD, hanno manifestato una ottima convergenza sugli atti di maggior significato politico. Nel dibattito sul consuntivo del Museo delle ceramiche hanno manifestato una particolare incisività.
La maggioranza mantiene ancora la sua maschera di essere articolata in soli due gruppi in consiglio comunale, quando nella società civile e politica è articolata in almeno sei diversi gruppi politici.Ciò toglie chiaramente spazio al dibattito e favorisce l’atteggiamento di chiusura della maggioranza, anche nelle piccole cose.
La cronaca del Consiglio del 18 maggio
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