Faenzanet@yahoo.it - POLITICA -
Il resoconto del Consiglio Comunale
Bruno Console Camprini ci racconta per filo e per segno cos'è avvenuto nel Consiglio Comunale di giovedì 20 luglio

CONSIGLIO COMUNALE DI GIOVEDI’ 20LUGLIO

Il Consiglio comunale di Faenza era convocato per terminare l’argomento delle linee programmatiche del mandato amministrativo – a cui era stata dedicata l’intera seduta precedente -, ascoltare la comunicazione del Sindaco relativamente ad ulteriori sue nomine ed affrontare altri 6 punti all’ordine del giorno, con alcune nomine di spettanza del Consiglio, consentire lo svolgimento di interpellanze ed interrogazioni.

La seduta ha avuto inizio alle ore 17.40 ed è terminata alle ore 21.15, senza soluzione di continuità, pubblico quasi assente – saltuaria presenza di qualche cittadino -, giornalisti assenti, salvo una breve presenza della CLAUDIA LIVERANI per Il Resto del Carlino.

Come nota di curiosità segnaliamo che ad inizio seduta, per iniziativa di BERTACCINI, è stata messa una scatola per la raccolta di fondi per regalare a CONSOLE CAMPRINI un misuratore del tempo, vedremo alle prossime il risultato dell’iniziativa.

Ovviamente si omettono, come al solito, le illustrazioni dei membri giunta, ove non contengano affermazioni di eccezionale rilievo oltre la mera illustrazione della proposta.

1. INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE

In realtà sono state svolte a fine seduta, dedicando ad esse la consueta ora, in totale ne sono state svolte 13, più due dichiarazioni di non soddisfazione e trasformazione in mozione – con la conseguenza che saranno inserite all’ordine del giorno del successivo consiglio e vi potrà essere una generale discussione con voto - per precedenti interpellanze alle quali è stata data risposta scritta. Queste ultime sono state fatte da CONSOLE CAMPRINI, una in riferimento alla risposta avuta all’interpellanza sul terremoto dall’Assessore SERVADEI e sia per quella sulla Bigorda da parte del SINDACO

TINI, di AN, ha svolto tre interpellanze, una sulle disfunzioni della sanità locale (diminuzione posti letto malattie infettive, assenza di guardie mediche nei reparti, intasamento del pronto soccorso), una per richiesta di chiarimenti su quanto apparso sulla stampa sull’ipotesi di un ipermercato ed una sulla "nota stonata della Filomè", nell’ambito delle espressioni positive preparatorie della Bigorda e del Palio, cioè la gara di bevuta sulla scalinata del Duomo "con la tacita compiacenza dei vigili urbani e la vittoria conseguita dal rappresentante del gruppo municipale".

BUCCI ne ha svolto quattro, una sulle voci di un ipermercato, una sulla sanità locale (diminuzione dei posti letto), una sulle strade vicinali (problema delle spese a carico anche quando vengono prodotti danni da altri). Con la quarta BUCCI ha denunciato la grave situazione del Canale di scolo Rio Celle, che non viene mantenuto dal Consorzio di bonifica della Romagna occidentale da più di 10 anni, con crescita di piante che ostruiscono il fondo creando continui allagamenti.

Sulla sanità locale ha svolto interpellanza anche RESTA, in particolare sulle esigenze delle malattie infettive. La risposta alle tre sulla sanità, assente il vicesindaco, verrà data per iscritto o in altra occasione.

Particolarmente importante è stata la risposta dell’Assessore COLLINA alle due interpellanze sull’ipermercato. Egli ha negato che sia previsto un ipermercato, inteso come insieme di negozi con una locomotiva alimentare ed ha ricondotto lo stato reale del problema all’ipotisi di indicazione di aree per grandi unità commerciali non alimentari solo lungo l’asta della Naviglio, fatta dal Comune di Faenza in sede di conferenza dei sindaci della provincia convocata dalla provincia stessa il 6 giugno u.s.. La superficie indicata, sarebbe il risultato della previsione del PRG vigente, le cui norme prevedano la destinabilità del 20% della superficie edificabile ad unità commerciali.In una ulteriore conferenza, che si terrà presumibilmente a novembre, verranno individuate le aree, per tutto il territorio provinciale, che potranno essere utilizzate nel triennio successivo. Egli ha assicurato che le aree individuate "non si adattano a supermercati generalistici", ma solo a unità commerciali monotematiche.

I due due interpellanti, che si erano dichiarati profondamente contrari a nuovi grandi insediamenti commerciali, sono rimasti sostanzialmente insoddisfatti.

FIORENTINI ha posto il problema degli errori compiuti dal Comune per la riscossione dell’ICI chiedendo che i cittadini siano rimborsati.

CONSOLE CAMPRINI ha svolto interpellanza sull’insufficienza dell’offerta di posto asilo nido nei servizi comunali e convenzionati, chiedendo di intervenire per una completa soddisfazione della domanda e con strumenti di premio all’assistenza del bambino in famiglia e con servizi collaterali di appoggio. VEDASI TESTO La risposta del SINDACO ha confermato sostanzialmente lo scarto domanda/offerta, i tempi lunghi per l’accoglimento della domanda, l’assenza di criteri nella selezione delle medesime. Rispetto alle proposte fatte ha negato la possibilità di soddisfare tutta la domanda, un’ulteriore asilo nido costerebbe 1.500 milioni di gestione all’anno, ha affermato; mentre, rinviando anche al dibattito sul programma di mandato, ha detto che si adotterà un regolamento per la selezione delle domande e si potenzierà il servizio. Ha ricordato che dal marzo scorso è stato deliberato l’avvio del centro per la famiglia, che svolgerà azione di supporto anche per tale problematica familiare. CONSOLE CAMPRINI si è dichiarato parzialmente insoddisfatto, perché non accetta che si dia per scontato che non si possa soddisfare tutta la domanda. Si tratta di servizi essenziali ed è proprio qui che si misura la capacità di governo. La discussione del programma ha messo in evidenza che la maggioranza ha idee chiare solo sul sostegno all’associazionismo, al volontariato. Se si facesse una scala delle priorità di valore politico la domanda di servizio asilo nido dovrebbe essere tra le priorità. Se si facesse il conto di quanto il comune da all’associazionismo, al volontariato, a rioni, ecc, si ricaverebbe che, sostanzialmente – mancato introito per immobili concessi, ecc, - svariati miliardi vengono dati annualmente dal Comune. Non chiede la trasformazione in mozione in segno di incoraggiamento, dando atto che si comincia a migliorare nell’attenzione alle interpellanze, riservandosi di riaffrontare l’argomento in sede di discussione nel prossimo bilancio.

MONTEFIORI, di La Tua Città, sul Museo Internazionale delle Ceramiche, MIC, riprendendo i temi emersi in sede di approvazione del bilancio consuntivo per il 1999, ha chiesto se vi erano meccanismi di controllo di gestione periodica, tenuto conto del costo per il Comune di circa 2.400 milioni annui, ed ha riproposto il tema di fondo se c’era una strategia per ottenere il ritorno della spesa. La CALLEGARI, assessore alla cultura, nella risposta ha colto l’importanza segnalata degli strumenti di previsione e controllo della spesa per tale importante istituzione culturale, ha ritenuto che la valutazione della spesa sostenuta dal comune debba essere ricondotta prevalentemente al concetto di investimento culturale. L’interpellante, sostanzialmente, non ha ritenuto la risposta del tutto soddisfacente ed ha insistito per una politica di ritorno della spesa anche negli investimenti per il Museo.

Gli interpellanti che non hanno ricevuto risposta in seduta riceveranno risposta scritta o in altra seduta.

2. COMUNICAZIONE NOMINE EFFETTUATE DAL SINDACO

Il Sindaco ha dato comunicazione di altre nomine effettuate di sua spettanza VEDI IN SPECIFICO

CONSOLE CAMPRINI, sul metodo, ha rilevato che ancora una volta tali nomine venivano fatte senza alcuna trasparenza del possesso dei requisiti e delle valutazioni che avevano portato alla scelta. Ha fatto presente che tutti i partiti da qualche tempo in qua hanno posto l’accento sulla necessità, almeno nella teoria del loro programmi, di dare garanzie di trasparenza ed imparzialità. Ricorda di avere fatto sin dalle prime sedute proposte in merito, purtroppo non accolte. Ha rammentato che la stessa Regione E-R si è dotata di metodi più trasparenti, consentendo, addirittura, tramite la pubblicazione anticipata sul BURER – [bollettino ufficiale della medesima] -dell’intenzione di procedere alla nomina, che siano presentate candidature Ha preso atto dei nomi, mentre in cartella non c’era alcuna indicazione e ha rilevato il proprio dissenso sulla nomina di FACCHINI, essendo un dirigente del Comune. Ha così posto il problema generale di non nominare dei dirigenti dell’ente, poiché gl’incarichi di nomina del Sindaco sono per loro natura sostanzialmente politici. I rappresentanti del Sindaco devono sì essere seguiti dal supporto informativo, di studio e propositivo dei funzionari comunali, ma questi, proprio per fare bene la loro parte, non possono essere controllori di se stessi. Ha invitato ad assumere un tale indirizzo generale di non nominare dipendenti del comune, salvo per i limitatissimi casi di compiti meramente tecnici.

Il Sindaco non ha dato alcuna risposta.

3. ACCETTAZIONE EREDITA’ DE CILLIS

La defunta CLEMENTINA DE CILLIS ha lasciato l’importo della vendita di tutti i suoi beni "a favore di persone sole e bisognose e specialmente dipendenti a livello psicologico di enti pubblici".

CONSOLE CAMPRINI, rammentando che molto speso le donazioni ed i lasciti a favore di indigenti o con altro fine predeterminato non trovano adeguato perseguimento del fine del testamentario, ha suggerito alla giunta di studiare meccanismi di garanzia, come ad esempio la nomina di tre saggi che periodicamente, ogni 5 o 10 anni ad esempio, facciano un rapporto al Consiglio sulla corretta amministrazione dei beni e sull’adeguato soddisfacimento della volontà del donatore.

L’accettazione con beneficio d’inventario è stata approvata con voto favorevole della maggioranza (Centro-sinistra, R.C.), di CONSOLE CAMPRINI e di MONTEFIORI, astenuti:TINI, MUSCA, PIOLANTI, FIORENTINI.

NOMINE PER COMMISSIONE FORMAZIONE ELENCHI GIUDICI POPOLARI, PER I CONSIGLI DI GESTIONE DELLA BIBLIOTECA, DELLA SCUOLA DI DISEGNO E DELLA PINACOTECA.

Si trattava di nominare i membri di spettanza del Consiglio nei suddetti organismi.

CONSOLE CAMPRINI ha chiesto di assegnare alla minoranza, data la natura della commissione, uno dei due posti previsti dalla legge, contrariamente a quanto fatto in precedenza, per la commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari. Per le altre nomine ha suggerito, per il futuro, di modificare i regolamenti, ove non lo prevedano espressamente, garantendo formalmente le nomine assegnate alla minoranza ed indicando anche il massimo di preferenze esprimibili.

TANESINI per la maggioranza ha accolto la richiesta per quanto attiene la commissione per i giudici popolari, ritirando la candidatura del consigliere di Rifondazione, MARTINO, proposto all’inizio.

Ecco i risultati delle votazioni, che sono state fatte mentre si svolgeva la discussione per il punto successivo.

Ecco i risultati del voto:

Commissione per la formazione elenchi giudici popolari: per magg. CONCETTA GENOVESE, 20; per min., DANIELE PIOLANTI, 18; bianche cinque.

Biblioteca Comunale, comitato di gestione, ANDREA FABBRI, 19, RENATO CAVINA, 20, PIER LUIGI BERTONI, 20, come candidati della maggioranza; MASSIMO BRAGONZONI, 19, SUSANNA MARIANI, 15, BICE FERRARESI, 18, per la minoranza; bianche 4.

Scuola di disegno T. Minardi, comitato di gestione: SERGIO SAVIOTTI, 22, MANUELA RONTINI, 20, per la magg.; RENATO ALBONETTI, 20, per la minoranza.

Pinacoteca, comitato di gestione: CLAUDIO PIERSANTI, 23, BENITO CATANI, 23, PIER GIORGIO GUALDRINI, 25, per magg.; VINCENZO LEGA, 23, per min.; bianche 1.

LINEE PROGRAMMATICHE DEL QUINQIENNIO 2000/2005

La discussione era stata fatta nel consiglio precedente (VEDI RESOCONTO con link a piè di pagina), la Giunta, sulla base del dibattito ha portato alcune modifiche, che fisicamente corrispondono a meno di una pagina su 23.

SINDACO nel presentare il documento finale ha ringraziato il consiglio per il contributo dato con la discussione, sulla base della quale sono state introdotte le modifiche consegnate, prendendo suggerimenti sia dagli interventi della maggioranza che della minoranza. Ha difeso la scelta di mantenere l’impianto del documento elettorale, che ha ritenuto "doverosa". Ha riconosciuto che il voto contrario delle minoranze va valutato come un fatto scontato ed il contrario sarebbe stato obiettivamente insostenibile, anche se molte tematiche non hanno colore politico, altre comportano valutazioni molto diverse. Ha sottolineato che il confronto così è stato trasparente e, quindi, più produttivo. Con le modifiche apportate il documento è più ricco e la sua portata è più ampia dei cinque anni. Si dovranno vedere le priorità, ma è stato giusto dare conto anche delle esigenze più minute. Ha sottolineato che pure essendo vincolante per l’azione della giunta e degli uffici, non va considerato come un "dogma", ma potrà e dovrà essere cambiato, se sarà necessario. Ha giudicato costruttivo il dibattito e si è augurato che anche sulle modifiche si mantenga tale.

PRESIDENTE TAMPIERI, annuncia che i capigruppo hanno ritenuto di fare solo le dichiarazioni di voto dei capigruppo.

CONSOLE CAMPRINI, rivendica il diritto di intervenire sulle modifiche e sul discorso del SINDACO. Nota che troppo spesso i capigruppo prendono decisioni contrarie al regolamento, restringendo i poteri dei consiglieri. Richiama l’attenzione sul fatto che quanto stabilito dal regolamento non è modificabile dai capigruppo, questi possono solo consiliare e suggerire per quanto non definito dal regolamento, salvo per le competenze demandate espressamente alla conferenza dei capigruppo da parte del Regolamento del Consiglio. Egli ha rilevato come questo sia restrittivo dei diritti dei consiglieri, ma ora è vigente e tutti lo devono rispettare. Se non va bene va modificato, chi ha proposte le faccia, lui stesso le farà nella direzione di una espansione dei poteri dei consiglieri. Rammenta anche al Segretario ed al Vicesegretario che qualsiasi restrizione dei poteri del consigliere comunale costituisce un abuso di potere ed un turbamento/impedimento all’esercizio di una pubblica funzione, penalmente rilevante. Informa che, per quanto lo riguarda, se si trovasse di fronte a ripetute restrizioni dei suoi diritti di consigliere comunale non esiterebbe a fare esposto alla magistratura, al di là del presumibile esito, poiché in temi di salvaguardia dei diritti è sua ferma convinzione che vadano usate tutte le armi, comprese quelle estreme, se le armi più di dialogo non hanno dato i frutti necessari.

TINI ha annunciato il voto contrario di AN, per i motivi più ampi formulati in sede di discussione, giudicando insufficienti le modifiche apportate; ha ricordato la politica di mancanza di interventi contro l’inquinamento delle distillerie, contro la penuria di parcheggi, le insufficienze dell’ospedale, ed altri errori imperdonabili. Per il futuro ha indicato sette punti prioritari: dismissioni Neri, riapertura della Pinacoteca, terreni edificabili e produttivi a prezzi concorrenziali con i comuni limitrofi, maggiore efficienza e contenimento carico economico sul bilancio comunale del Museo ceramiche, riduzione emissioni nocive degli allevamenti e delle distillerie, interventi di valorizzazione del centro storico e individuazione di nuove aree di parcheggio, sicurezza di mantenere a Faenza l’ospedale e nella dovuta efficienza. Ha richiesto una accelerazione dell’impegno di attuazione e maggiore autorevolezza degli assessori sui tecnici.

MONTEFIORI preannuncia il voto contrario de la La Tua Città, definisce la proposta "chiacchere e soltanto chiacchere", mentre occorreva definire priorità, tempi e costi. Nonostante le modifiche sulla famiglia si dovevano fare scelte chiare su quale tipo di famiglia come unione tra uomo e donna, lo stesso difetto sulla tutela della vita nascente. Per la sanità ribadisce l’esigenza di maggiore autonomia da Ravenna e di riavere reparti di eccellenza. Ha lamentato altre "grosse carenze", come per l’assenza di un impegno per lo snellimento e la sburocratizzazione, per l’abbattimento degli alti costi della casa e delle abitazioni e l’insufficienza per la difesa e promozione dell’agricoltura.

MUSCA ha dato lettura di un’ampia dichiarazione nella quale ha sottolineato la scarsa rilevanza delle modifiche apportate e la preminenza nell’accoglimento di quelle presentate da R.F., giudicando ciò un ulteriore segno dell’ipoteca comunista sulla maggioranza.

CONSOLE CAMPRINI ha preso atto che correttamente il sindaco ha dato atto che sul piano del metodo il documento era il frutto del lavoro del Sindaco, della Giunta, a cui contribuiva marginalmente il consiglio con il dibattito recepito minimamente in taluni emendamenti. Quindi era vero quanto lui aveva denunciato fin dall’avvio del discorso e cioè che non si dava attuazione alla legge che richiedeva la partecipazione del consiglio alla stessa "definizione" e non semplicemente alla discussione a cose fatte. Poiché per la nuova legge 265/99 spetta al consiglio questa competenza cosìccome quella della partecipazione alla modificazione e all’attuazione, il problema rimane aperto e sollecita una presa di posizione almeno per il futuro. Altrettanto di rammarica per la mancanza di un metodo di analisi del fabbisogno essenziale ad una serie programmazione ed invitando per il futuro ad elaborare uno schema che imiti e si ricolleghi al metodo di formazione del bilancio pluriennale. Sul piano generale si è sfuggiti ad programma di scelte concrete, cioè sul dovere di responsabilità e di chiarezza che compete a chi a ricevuto il mandato di governare. Quindi è un programma "mascherato", perché nasconde le scelte, i veri problemi, le vere responsabilità, i veri bisogni. Altrettanto "mascherata" è la maggioranza sul piano politico, poiché mentre nella società civile è articolata qui si presenta con sindaco, e due capigruppo pugnalando un vero confronto democratico che deve passare necessariamente attraverso il riconoscimento delle vere identità. Questa forzatura della democrazia faentina, che è alla base della strategia di potere di questa maggioranza, penalizza anche il ruolo del consiglio. In questi primi mesi la maggioranza ha mostrato di vedere il passaggio del Consiglio come un peso obbligato, da sopportare, lo si è visto anche dalla disattenzione di molti membri di giunta durante il dibattito. Ha ricordato ha chi sfrutta continuamente l’immagine di De Giovanni, che certamente lui ascoltava ed era per il dialogano, su questo terreno la maggioranza deve manifestar maggiore coerenza.

ALPI annunciando il voto favorevole del gruppo RC, ha giudicato giusto il metodo e giudicato positivo il dibattito. Ha respinto le presunte ipoteche di Rifondazione, se sono stati accolti molti dei punti sulla cultura da BERTACCINI proposti è anche perché tali punti erano stati sottolineati da tutto il consiglio, minoranza compresa. Ha ricordato quali siano i punti più prioritari per Rifondazione, ha negato che non ci sia un discorso chiaro a tutela della famiglia, ha dato rilievo al capitolo sulla sicurezza. Ha respinto le accuse di ipotecare ideologicamente la maggioranza, affermando che se è loro "obiettivo di fare anche il comunismo" non è quello l’obiettivo che hanno in questa maggioranza ove sono per fare risolvere problemi concreti ed è su tale terreno che si misurano. Ha ritenuto sufficiente la discussione e la conclusione pur riconoscendo che vi potranno essere miglioramenti strada facendo.

RESTA annunciando il voto contrario di Forza Italia, ha giudicato deludente la risposta della maggioranza al dialogo costruttivo che il suo gruppo aveva avviato sin dall’inizio. Il documento mantiene il difetto di stile iniziale, è insufficiente nell’accogliere emendamenti, mantiene l’indirizzo di non fare scelte, non indicare i costi. Quanto accolto dei punti presentati dal gruppo e dalle altre minoranze è del tutto insufficiente, persino deludente è il riaggiustamento del capitolo sulla famiglia, altrettanto per la sicurezza e per altri temi.

TANESINI annuncia il voto favorevole del gruppo centrosinistra. Ritiene che il contributo del suo gruppo, nove interventi, sia stato rilevante sul piano della quantità e della qualità. A suo giudizio si è fatto un buon lavoro, ma nulla vieta di andare oltre. Qualcuno ha giudicato taluni contributi del suo gruppo interventi da opposizione, ma ha respinto tale giudizio, ritenendo tutti gli interventi della maggioranza frutto del naturale confronto. Ha respinto le critiche al documento, persino si è parlato di "aborto", difendendone l’impostazione naturale di coerenza con il programma presentato pochi mesi prima per le elezioni. Riferendosi al Convegno Faenza 2000 ha negato l’affermazione di CONSOLE CAMPRINI, che non se ne sia tenuto conto, anzi è stata una base importante. E’ vero che il documento è molto impegnativo e che occorrerà lavorare molto. Le scelte più concrete verranno avanti nelle sedi dei documenti di previsione di bilancio annuali e pluriennali, in tale ambito occorrerà tenere conto di certe riflessioni. Il documento è assai positivo come lo è l’"afflato" che lo pervade che è di recuperare il ruolo che compete a Faenza. Non è un libro dei sogni, ma un obiettivo molto impegnativo. Ci sono critiche della minoranza che non sono per nulla accettabili, come quella di una riduzione fiscale, molto si è fatto nel recupero dell’evasione, le competenze degli enti locali e lo stesso federalismo non lo consentano. Sulla sanità occorre ragionare senza pregiudizio, è un bene di tutti, la strada intrapresa va portata avanti. Avendo superato il tempo di 20 minuti è costretto ad abbreviare richiamando un particolare impegno per la politica sanitari, sul tema della casa, in particolare dell’accesso facilitato alle giovani copie, un rapido intervento sulle aree acquisite come per l’area S. Rocco.

SINDACO, svolgendo la conclusione, sottolinea l’impegno e la coerenza verso i propri elettori, ritiene ampio il coinvolgimento del Consiglio, ha ribadito il valore politico e programmatico del documento che effettua scelte comuni e scelte che vedono in dissenso della minoranza, ma che esprime anche una sintesi politica e programmatica valida.

APPROVATO DAI DUE GRUPPI DI MAGGIORANZA, contraria la minoranza presente: RESTA, MUSCA, CONSOLE CAMPRINI, PIOLANTI, MONTEFIORI, BUCCI, TINI, VILLA.

Per la quarta volta consecutiva è assente il rappresentante della Lega Nord.

AMPLIAMENTO TEMPORANEO SEDE C.R.N.

A maggioranza è stata approvata la deroga alla normativa di PRG per consentire l’ampliamento "temporaneo" dei locali del CNR, che ha sede lungo la Naviglio per andare al Casello Autostradale.

Si sono astenuti: BUCCI, MONTEFIORI, MUSCA, RESTA, PIOLANTI, TINI, VILLA

CONSOLE CAMPRINI ha votato contro con la seguente motivazione: derogare alle norme del piano paesaggististico è illegittimo, è ipocrita parlare di temporaneità, quando vi è in ballo un interesse pubblico e ad agire è un ente pubblico non si devono fare deroghe alla normativa di PRG, il pubblico deve dare il buon esempio.

Nell’intervento aveva ricordato le esigenze di salvaguardia e potenziamento della funzione di scorrimento veloce dell’arteria di connessione al Casello autostradale, ricordano talune vicende di questi trent’anni che hanno svalutato la funzione di questo tratto di provinciale.

Il suo intervento aveva suscitato un dibattito a cui avevano partecipato MONTEFIORI (vera la critica sull’iprocrisia delle temporaneità, meglia dare permanentemente la deroga) ed ALPI oltre all’assessore CIPRIANI.

COMMENTO

Voto alle risposte all’interpellanze, SINDACO 7, COLLINA 6,25, CALLEGARI 6 meno. Criteri usati, completezza della risposta alle domande, disponibilità all’accoglimento dei suggerimenti

Ottima presentazione della minoranza, che dimostra unità politica del tutto spontanea nei fatti politici più rilevanti.

Di grave rilievo la mancanza di contributo da parte della Lega Nord, che è assente da quattro consigli

Ancora dibattito insufficiente per quello che si dice in consiglio.

La maggioranza manifesta una scarsità di vera dialettica interna.

Scarsa sensibilità generale sui problemi di metodo.

Leggendo la stampa locale su come riferisce o meglio su come non riferisce sulle sedute del consiglio viene da piangere sul serietà sua serietà deontologica di essere uno strumento di informazione dei cittadini. Fate il confronto, anche questo resoconto è lacunoso e di parte. Vero che qui non ci sono limiti di spazio, ma è vero che i giornalisti non sono quasi mai presenti e omettono completamente di parlare di quello che veramente succede.


La cronaca del Consiglio del 18 maggio

La cronaca del Consiglio del 15 giugno

La cronaca del Consiglio del 28 giugno

La cronaca del Consiglio del 6 luglio