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Il resoconto del Consiglio Comunale
Bruno Console Camprini ci racconta per filo e per segno cos'è avvenuto nel Consiglio Comunale di giovedì 6 luglio

CONSIGLIO COMUNALE DI GIOVEDI’ 6 LUGLIO SULLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL MANDATO 2000-2005

PIU’ PAROLE CHE SCELTE CONCRETE

Il Consiglio comunale di Faenza era chiamato a trattare l’unico argomento delle linee programmatiche del mandato amministrativo che dalla presente primavera arriverà a quella del 2005 e per decisione della Conferenza dei capigruppo non era consentito lo svolgimento di interpellanze o interrogazioni.

Quest’ultima, per inciso, è una decisione chiaramente violatrice del regolamento del consiglio comunale, che non assegna, ovviamente, alla conferenza dei capigruppo il potere di modificare il regolamento del consiglio, in quale prevede per tutti i consigli la possibilità per i consiglieri di svolgere interpellanze ed interrogazioni.Sorprende dover constatare che i capigruppo, almeno di minoranza, si fanno intrappolare in decisione illegittime a scapito dei diritti dei consiglieri ed in particolare della minoranza. Appena ce ne sarà il tempo solleveremo la questione.

La presentazione da parte del Sindaco del documento proposto dalla maggioranza era avvenuta nel consiglio del 15 giugno. Fino al 3 luglio i gruppi ed i consiglieri avevano avuto la possibilità di presentare emendamenti. Il documento, scritto persino in un pessimo italiano, non certo all’altezza di Faenza città europea, e composto da 22 fitte pagine era stato consegnato alla presentazione ed era così articolato nella sottointitolazione: premessa (un comune amico, un futuro sicuro; A innovazione, B sicurezza, C sussidiarietà, D rapporti istituzionali), la famiglia, la tutela del cittadino, la casa, i servizi sociali, la cultura, lo sviluppo economico e l’occupazione, l’attuazione e la gestione del PRG, l’ambiente, la gestione del patrimonio, la sanità, la scuola e la formazione, la città dei bambini e delle bambine, i giovani, lo sport, i rapporti con i cittadini e il decentramento, le differenze e le opportunità.

Ovviamente non se ne può fare qui una sintesi e d’altra parte qui si privilegia quell’informazione sul consiglio che non si ritrova nella stampa locale, del tutto latitante o quasi nel dare conto del dibattito consigliare.

Agli atti vi erano 6 proposte di emendamento.Vediamole in ordine di presentazione.

GADDONI, del Centrosinistra per Faenza, lamenta che alcune sue osservazioni non siano state incluse e propone tre emendamenti: sulla tutela della famiglia, su corsi formativi rivolti ai dipendenti per migliorare il loro rapporto con i cittadini e per la sicurezza del traffico pedonale.

BUCCI, de La Tua Faenza, per una maggiore tutela della famiglia, per l’autonomia gestionale dell’Ospedale faentino, per una commissione di controllo sulla politica della salute, per l’estensione delle infrastrutture di servizio alle zone rurali, per la promozione della new economy, per il superamento della logica assistenzialistica e di privilegi dell’intervento pubblico nei servizi alla persona.

Il gruppo consigliare di ALLEANZA NAZIONALE, a firma del suo capogruppo TINI, ha presentato una critica per il silenzio sugli allevamenti di animali in contrasto con dichiarazioni elettorali del Sindaco, poi un’ulteriore critica-emendamento, sulla carenza di asili nido e servizi per l’infanzia, sulla mancanza delle norme comunali applicative del riccometro.

FORZA ITALIA- CCD è stato l’unico gruppo consigliare a presentare, tramite il suo capogruppo RESTA, il documento di emendamenti più organico, che ha affrontato molti dei principali temi affrontati dal documento di giunta, come la famiglia, la tutela del cittadino, la casa, i servizi sociali, la cultura, agricoltura e ambiente, la sanità, la scuola, l’attuazione e gestione del P.R.G., il centro storico, lo sport, l’immigrazione ed accoglienza. Tuttavia, esso ha premesso un giudizio fortemente critico del documento di maggioranza, così espresso: "Il documento presentato dall’Amministrazione risulta prolisso e senza un’articolazione programmatica impegnativa per la stessa, senza l’indicazione dei tempi d’esecuzione delle iniziative da intraprendere, senza indicazione dei costi e della loro sostenibilità, senza priorità, in definitiva non risulta essere un programma operativo che vincoli l’azione amministrativa." Non è possibile dare conto delle proposte precise essendo molte, poiché una sintesi ne snaturerebbe la portata, si può dire che esso ha posto particolare l’accento su scelte precise, da esso indicate, a tutela della famiglia, sul problema parcheggi del centro storico, sulla casa e sulla difesa dell’ambiente.

Il dibattito è stato aperto da TINI, che ha incentrato il suo intervento particolarmente sui temi dell’insufficienza di parcheggi, sulla necessità di maggior interventi per la sicurezza, sul degrado dell’ospedale.

CHIARA ZUCCHINI, centro sinistra per Faenza, si è soffermata sui temi della solidarietà, contro i pericoli di isolamento e di ghettizzazione e di un certo modo di intendere la società del benessere, chiedendo di amplificare il ruolo del centro per le famiglie.

BUCCI, de La Tua Città, ha ricalcato i temi degli emendamenti proposti, con particolare riferimento all’esigenza di una nuova politica ospedaliera.

TOSCHI, centro sinistra per Faenza, si è concentrato sulla valorizzazione del patrimonio culturale e della cultura, facendo presente che quest’ultima "fatica a farsi sistema". Occorre cogliere nuove occasioni ed opportunità portando a sistema gli interventi, facendo la squadra. Per il Museo internazionale della ceramica ha chiesto una programmazione a lungo termine, un recupero del rapporto con i faentini, proseguendo nella politica del museo aperto e proposto lo sviluppo di servizi collaterali. Per la Pinacoteca ha chiesto un intervento pluriennale , più sistema e più progettazione. Da ultimo si è soffermato sulla politica teatrale, che ha nel Teatro Masini il riferimento portante, ma che deve aprirsi maggiormente anche al teatro amatoriale.

RESTA ha letto il documento presentato dal gruppo FORZA ITALIA-CCD, di cui si è dato conto all’inizio.

GADDONI, centro sinistra per Faenza, ha sviluppato il suo intervento prevalentemente sul tema della tutela della famiglia e del volontariato.

PIOLANTI ha letto un lungo testo scritto spaziando su diversi argomenti, tra cui particolarmente la famiglia e lo sport. Per quest’ultimo ha chiesto di aumentare i contributi, puntando al sostegno del dilettantismo ed all’espansione del convenzionamento, facendo scelte di qualità e non distribuzioni a pioggia, incentivando la diminuzione del numero delle società presenti che occupano fittiziamente spazi dei servizi sportivi, utili per altri . Sul centro civico ha proposto l’affidamento ai rioni, per il Pala Cattani l’aumento della sua utilizzazione economica. Ha chiesto di aumentare l’offerta alberghiera nemmeno sufficiente per le esigenze sportive, più che puntare sull’ostello. Sui problemi della sanità si è particolarmente soffermato sulla risonanza magnetica, come esperienza positiva di volontaria contribuzione dei cittadini ed ha chiesto di rompere la sudditanza a Ravenna. Sulla famiglia ha difeso la scelta che sia basata sul matrimonio. Ha chiesto di valorizzare le realtà faentine dell’associazionismo culturale, sacrificate con l’importazione di prodotti scadenti che vengono da fuori Faenza. Ha presentato l’esempio di realtà straniere avanzate di condominio sociale, come forma di assistenza dagli altri condomini per gli anziani.

BERTACCINI, di R.C., sui problemi culturali, ha rilevato come Faenza si sia cullata sugli allori e si si fatta superare da altre città. Ha fatto l’esempio di Ferrara e di Bagnacavallo, come città che hanno saputo valorizzare al massimo le loro risorse culturali. Per la Pinacoteca ha chiesto l’apertura per stralci, facendo una scelta su quale tipo di pinacoteca si punti. Ha rilanciato il neoclassicismo faentino come una risorsa su cui puntare, facendo l’esempio della manifestazioni fatte in passato su Palazzo Milzetti. Ha chiesto una politica degli orari organica per tutte le strutture colturali faentine. Elogiando i punti di arrivo della biblioteca, ne ha chiesto una crescita, chiedendo più spazio per i giovani, sull’esempio della ludoteca. Ha indicato nel museo civico Malmerendi il punto di riferimento romagnolo per le tematiche ad esso attinenti e si è soffermato anche sulle altre istituzioni cultuali minori, bendandiana, torricelliana, ecc.

TRERE’, leggendo un testo scritto, ha affrontato le tematiche del piano regolatore, segnalando il calo demografico, chiedendo una maggiore soddisfazione delle domanda di alloggi e facendo il punto delle aree peep previste dal PRG, a Sarna, Celle,Granarolo, Pieve Cesato. Tra gli altri problemi di attuazione del PRG ha posto l’accento sulle aree produttive dismesse e da dismettere.

MONTEFIORI, de La Tua Faenza ha criticato il documento nel suo complesso come "preelettorale", ha chiesto un potenziamento del servizio di vigilanza, ha lamentato l’assenza del tema della semplificazione, ha esemplificato e stigmatizzatola politica di costituzione di centri di potere da parte della maggioranza nelle scelte sui servizi pubblici, ha chiesto concretezza a favore della famiglia, ha lamentato i costi più alti della casa a Faenza. Come esempio di elettoralismo ha citato la cultura, "sembra scritta dall’opposizione", ha detto. Si è soffermato sui problemi dell’agricoltura. Ha chiesto l’indicazione di priorità e di costi.

MAMINI, centro sinistra per Faenza, si è soffermato particolarmente sui giovani e sul disagio giovanile, chiedendo luoghi e modi di utilizzazione del tempo libero, come forme di ascolto, sottolineando l’esigenza che il passaggio dall’adolescenza alla gioventù non costituisca una fase traumatica, da aiutare attraverso la predisposizione di opportuni servizi.

ANDREA ZUCCHINI, di Forza Italia - CCD, ha sottolineato il declino demografico, soffermandosi sull’esigenza di invertire la cultura negativa che ha scoraggiato e scoraggia la donna dalla scelta a favore della famiglia ed ha rivendicato la dignità della scelta della casalinga di dedicarsi alla famiglia, criticando la politica portata avanti dalla sinistra di demolizione dei valori della famiglia. Sulla sanità ha sviluppato il tema della maggiore sinergia Faenza e Lugo e si soffermato sui problemi dei prodotti transgenici.

SAVELLI, centro sinistra per Faenza, riferendosi al documento ha sottilineato che esso è espressione del programma elettorale che ha avuto il consenso del 60% dell’elettorato. Ha posto l’accento sulla necessità di favorire lo sviluppo economico come condizione necessaria per lo sviluppo degli altri interventi, mettendo in evidenza la necessità di investire sulle infrastrutture territoriali, tra cui gli assi principali di collegamento, 302, Naviglio, asse ferroviario, via Emilia, collegamenti ferroviari e transferroviari, centro merci, portando maggiore attenzione a tali esigenze.

CONSOLE CAMPRINI, indipendente del gruppo Forza Italia-CCD, ha messo in evidenza come il documento presentato sia una completa delusione non solo per non avere il carattere di documento programmatico amministrativo, come dovrebbe avere sulla base della legge 265/99 approvata dalla maggioranza nazionale, ma anche prendendolo in considerazione come semplice documento politico, poiché non tiene conto per nulla di tutto quello che negli ultimi vent’anni è venuto avanti da parte di tutte le forze politiche più o meno. Cioè è ormai patrimonio comune acquisito che non sia possono più fare solo delle promesse, ma occorre impegnarsi su cose concrete e realizzabili facendo il conto dei loro costi e su chi li va a sopportare. Da questo punto di vista ci si sottrae al rapporto di responsabilità con gli elettori proprio del nuovo sistema elettorale di elezione diretta del sindaco. Nemmeno è valido come indicazione di scelte strategiche, perché molte spesso vi sono assenti, salvo prospettare la solita concettuologica di una politica astratta e slegata dai problemi. Esso, inoltre, non tiene conto del risultato elettorale, che, pur confermando la maggioranza uscente gli ha tolto un consenso del 10 %, cosicché mentre vediamo che il governo nazionale tiene conto del risultato elettorale dicendo, ad esempio, in tema di sicurezza e sanità, cose prima impensabili, la maggioranza locale non tiene conto dell’aumento di consenso per l’opposizione. In primo luogo non si tiene in dovuta considerazione il tema della partecipazione, che significa valorizzazione dell’assemblea elettiva consiglio, ripensamento del decentramento come ora è concepito, cioè come cinghia di trasmissione del consenso del centro e non come sensore delle esigenze del cittadino, spazio ai diritti ed alle concrete esigenze dei cittadini. L’enorme crescita in questi anni di comitati di cittadini dimostra l’inadeguatezza del decentramento attuale, anche dal punto di vista dell’articolazione territoriale, vedi la spaccatura del centro storico e della capacità di corrispondere con impegni precisi alle istanze esterne. Ad esempio non si può continuare con consigli di circoscrizione che all’unanimità chiedono certe cose e la giunta non accoglie nulla, in tali casi occorre un pronunciamento del consiglio, similmente per le richieste di una comitato. Il capitolo dell’ambiente e del tutto insufficiente, Faenza è peggiorata, ha aggravato l’inquinamento tradizionale, ha aggiunto tutti gli altri tipi di inquinamento. Nell’urbanistica non si dice nulla circa l’applicazione della nuova legge e dire che il comune ha fatto proprio in questi giorni un convegno in proposito. Silenzio sulle grandi questioni infrastrutturali aperte, l’asse della 302, quello ferroviario, la nuova circonvallazione a nord da vedere in prospettiva, come detto in interpellanza, Faenza entroterra del porto. Sul centro storico la solita retorica, nemmeno tenendo conto delle proposte delle associazioni dei commercianti. Completamente assente la problematica di un assetto istituzionale che sia agganciato alla vera territorialità degli interessi di un bacino interprovinciale ed interregionale con perno specifico su Faenza ed articolate relazioni interprovinciali. L’agricoltura rimane un settore delegato al sistema cooperativo, lo stesso apparato comunale non è attrezzato per seguire l’agricoltura per l’importanza che ha tale comparto.Nulla o quasi si dice sulla politica delle entrate, occorre avere il coraggio di optare per la riduzione fiscale, piuttosto che perdersi nella politica degli incentivi prelevati sul groppone delle attività economiche esistenti. Migliori opportunità sono il volano dello sviluppo e tra queste vi è il basso costo delle aree ed il calo della pressione fiscale Errore è stato legare il settore sperimentale con il settore fieristico, le fiere, come ha dimostrato l’ultima edizione di abitare oggi hanno segnato il passo in questi ultimi dieci anni ed in alcuni casi hanno perso chiaramente terreno. Sulla sanità va detta una parola chiara occorre avere il coraggio di dire che bisogna ritornare ad una AUSL faentina, ente del tutto indipendente da Ravenna, come consente la nuova legge sanitaria. Il capitolo dei giovani è del tutto inadeguato. La tutela del cittadino è del tutto annacquata e vista più come informazione che tutela dei diritti. Assente è la problematica della gestione dell’apparato e dire che vi sono diversi problemi di deresponsabilizzazione o di fittizia responsabilizzazione dirigenziale. Madornale è l’insufficiente riferimento al problema della sicurezza visto prima come problema di salute e poi marginalmente di ordine pubblico. E rispetto al fenomeno immigrazione straniera occorre ricordare come la pensa la stragrande maggioranza della gente e cioè che prima occorre assicurare i diritti di lavoro e di abitazione ai connazionali. A suo giudizio l’inadeguatezza strategica si coglie anche nel settore cultura, attraverso gli interventi degli stessi BERTACCINI e TOSCHI. Hanno fatto loro ed altri proposte interessanti, ma chi paga? A ciò non si da alcuna risposta. Ma quello che è del tutto inaccettabile è la completa assenza di una problematica di bilancio e finanziaria, non sia fa mai alcun conto, al di là di rispondere al doveroso criterio per un programma di mandato di sottoporsi alla responsabilità delle scelte articolando il programma sulla falsariga del bilancio pluriennale. D’altra parte vi è l’errore di fondo di avere dimenticato il passaggio preliminare ad ogni programmazione e cioè la ricognizione dei bisogni, lacuna gravissima per chi addirittura faceva della pianificazione un mito. Su alcuni di questi temi, partecipazione ed assetto istituzionale territoriale, aveva pensato di fare precise proposte, ma vi ha rinunciato alla luce del tenore del documento e dello stesso dibattito di questi mesi, che non ha registrato verso di essi un sufficiente interesse nella maggioranza.

ROVELLI, La Tua Città, ha fatto un appassionato e robusto intervento sul tema della cultura, criticando la politica attuale del MIC, chiedendo un profondo mutamento positivo delle scelte in merito. Si è soffermato sulle insufficienze del progetto del polo scientifico e tecnologico, per il quale ha chiesto di usare dal generico e dalle semplici declamazioni per articolare proposte concrete. Altre critiche e proposte sono state fatte per le altre istituzioni culturali, come Pinacoteca, ecc.

GENOVESE, centro sinistra per Faenza, ha apprezzato molto il capitolo su la città dei bambini e delle bambine, che considera una priorità. Si è soffermata sulla politica dei servizi di asilo nido.

DALMONTE, centro sinistra per Faenza, ha svolto un intervento incentrato prevalentemente sui problemi dello sport.

ALPI, capogruppo di RC, ha ritenuto accolta la 265/99 nell’impostazione del programma. Ha denunciato i pericoli di una certa deregolamentazione, affermando l’attualità di non difendere solo il posto di lavoro, ma anche il livello di reddito, messo continuamente in discussione. Quindi ha detto "reddito e famiglia", paventando che si torni indietro sul concetto di famiglia. Ha difeso la necessità dell’adeguatezza di una politica per la casa. Ha chiesto l’ostello per la gioventù. Ha paventato i pericoli di un modello economico diretto dall’alto, chiedendo precise scelte sul piano del lavoro, ha affrontato la carenza di posti asilo nido ed altri temi.

LIVERANI, centro sinistra per Faenza, è intervenuto sui problemi dell’agricoltura, ponendo l’accendo sulle difficoltà del mondo agricolo generali e su quelle specifiche, per queste ultime ha riproposto la tematica della tutela dalle avversità atmosferiche, ha posto il problema della mancanza di addetti e l’esigenza del soddisfacimento del fabbisogno idrico per l’irrigazione.

SINDACO, CLAUDIO CASADIO, ha svolto la conclusione, preannunciandola breve, difendendo il documento dalla critica di essere "elettorale", considerando ciò un merito, essendo stato approvato dagli elettori il documento deve recepire il programma presentato agli elettori. Egli considera questa una prima fase di passaggio e sulla base degli emendamenti e del dibattito si arriverà all’approvazione del testo finale. Ha perciò preannunciato il pronunciamento della Giunta sul dibattito con la formulazione del testo definitivo da proporre alla commissione. Ha sottolineato come sarebbe stato necessario più tempo per arrivare ad un programma più specifico, mentre quello presentato è un programma che si può realizzare. Ha respinto la tesi di CONSOLE CAMPRINI di una sconfitta elettorale, mentre accetta il rilievo sulla politica di bilancio, ma considera non serio impegnarsi sulla politica di riduzione della pressione fiscale. Ha messo in evidenza come i comuni siano in una fase di espansione delle competenze a cui non corrisponde un adeguato aumento delle risorse. Ha sottolineato che il dibattito della stessa minoranza non ha proposto alcun taglio, ma ha chiesto di fare ulteriori cose. Non condivide alcune affermazioni pessimistiche come che Faenza sia una città arretrata. Egli ha sottolineato che per la prima volta il Comune possiede ben 15 ettari di terreno destinabile ad aree peep e ciò permetterà di dare un grosso contributo di calmieramento del caro abitazione. Sul decentramento non ritiene sintomo di fenomeno di crisi il sorgere di comitati, poiché questa è una tendenza nazionale e, del resto, il decentramento non può supplire la necessità dei cittadini di riunirsi in comitati per specifici interessi. Ha criticato i toni allarmanti di chi presenta Faenza come un città "disastrata" , affermando con chiarezza che Faenza in tutti i settori del benessere vanta livelli invidiabili anche se non sempre ottimali. Ha riconosciuto come giusto quando indicato da SAVELLI, per cui non si può avere grande benessere con la chiusura e l’autosufficienza, mentre occorre aprirsi alle nuove realtà, diversamente ci si impoverirebbe e crede che ciò non lo voglia nessuno.

La seduta è stata tolta dieci minuti dopo la mezzanotte.

COMMENTO

Un dibattito assai importante impostato sulla base di un documento chiaramente inadeguato a renderlo serrato ed a contenuto prevalentemente amministrativo.

Una serata resa ancora più difficile dalla congiuntura di una seduta in aula provvisoria, la Sala Bigari, con la preponderanza sonora della musica fragorosa di Corso Mazzini, orchestrina del bar sottostante.

Un consigliere, MONTEFIORI, l’ha giudicata negativa, "se i cittadini ci ascoltassero non ci approverebbero", LIVERANI ha dato un giudizio positivo: "rientrerà nei nostri amarcord", ma c’è chi non ha capito se lo diceva ironicamente.

Difficile era stare attenti a tutti, come del resto avviene in tutti i consigli, la stessa giunta è stata per larghi tratti poco attenta, però per chi era in grado di ascoltare una buona parte si faceva un panorama del pensiero programmatico del consiglio comunale e per i consiglieri, specie quelli nuovi, era anche il modo per conoscere di più le esigenze della città.

Politicamente è mancato il confronto, FORZA ITALIA-CCD ha fatto proposte di una certa consistenza, altri hanno detto la loro. Il Sindaco ha detto che si terrà conto del dibattito, senza precisare alcunché.

Spesso ci si trova di fronte ad affermazioni generiche nel dialogo maggioranza e minoranza, è sembrato negli altri consigli che nella maggioranza ci fosse o troppa convergenza o divergenza dissonante. Ci si chiede se il modo di presentarsi della maggioranza, un sindaco, due capigruppo, non nasconda una debolezza strutturale nel dialogo, quasi che se qualcuno si espone rischi di sbilanciare troppo la maggioranza. Una situazione più articolata forse darebbe più spazio al confronto, così come sta avvenendo nella minoranza, che caso mai pecca per rischiare di andare per ordine sparso, anche se è resa naturalmente convergente da una buona unità programmatica di fondo

 


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