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Il Consiglio su Eritrea e tempesta
Il testo dei due ordini del giorno sul quale si è trovata totale concordia

FAENZA - 17 giu - Ecco il testo degli ordini del giorno approvati all'unanimità dal Consiglio comunale riunitosi giovedì 15 giugno.
Il primo è inerente alla "Pace fra Etiopia ed Eritrea", Paesi nei quali la comunità faentina. legata ad essi da "profondi legami", è impegnata a realizzare "progetti di sviluppo ed aiuto concreto"; il secondo riguarda invece le "Calamità naturali" che il 12 e 13 giugno scorso hanno colpito le campagne del Faentino e di altri Comuni ravennati (35% della superficie coltivabile provinciale e 70% della produzione agricola).


Valutata la violenta situazione esistente ormai in tutta la parte centrale del continente africano, in particolar modo preoccupato per la coinvolgente e drammatica ripresa dei combattimenti fra Etiopia ed Eritrea, guerra che, come in passato, sta causando migliaia di vittime e di profughi ormai allo stremo anche a causa di una grave siccità;

sottolineando

che l'Etiopia, con cinismo e determinazione (come allo stesso modo fece l'Eritrea 2 anni or sono) ha deciso di risolvere con la via militare una questione di frontiere legata al raggiungimento di una propria esigenza di sbocco sul mare, senza lasciare nessuna possibilità a soluzioni negoziate per mezzo di trattative di pace e non curante degli sforzi delle diplomazie internazionali;

considerando

i profondi legami che uniscono questi Paesi alla Comunità Faentina, che da tempo è impegnata con il proprio volontariato in progetti di sviluppo ed aiuto concreto a realtà locali, il cui futuro rischia di essere compromesso causa la situazione venutasi a creare;

chiede

a Governo e Parlamento che vengano messe in atto tutte le possibili azioni diplomatiche e di pressione per l'immediata cessazione dei combattimenti.

Chiede inoltre

al Governo che vengano rafforzate le operazioni di aiuto ai profughi, vittime innocenti di questa guerra.


Il Consiglio Comunale di Faenza, riunito in data 15 giugno 2000,

Verificata la gravità della situazione, che si è venuta a creare a seguito delle consistenti precipitazioni del 12 e 13 giugno, che hanno investito tutto il territorio dei comuni di Faenza, Castel Bolognese, Riolo Terme, Solarolo e Russi, con forti grandinate e trombe d'aria, che hanno provocato ingenti danni alle produzioni, ai fabbricati ed agli impianti;

sottolinea

che la calamità va ad aggravare uno stato di difficoltà dell'agricoltura in particolare per le aziende a colture specializzate (vigneti, frutteti, seminativi e barbabietole) che, dopo una serie di annate del tutto sfavorevoli, vedono anche per questa annata azzerato il loro raccolto, rendendo vane le aspettative di reddito legate all'indotto ed al lavoro stagionale.

Invita

le Amministrazioni Provinciale e Regionale, per quanto di loro competenza, ad attivare tutti gli strumenti disponibili, previsti dalla legge, ivi compresi gli interventi per danni alle strutture, per far fronte alla grave emergenza creatasi nelle campagne che rischia di avere ripercussioni incontrollabili e permanenti non solo nel settore agricolo, ma per l'intera economia locale.

Sollecita

Il Parlamento a rivedere la L. 185 sulle calamità naturali come richiesto dalle Associazioni di categoria e dall'intero mondo agricolo

Votato all'unanimità