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Il resoconto del Consiglio Comunale
Bruno Console Camprini ci racconta per filo e per segno cos'è avvenuto nel Consiglio Comunale di giovedì 15 giugno

CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA DI GIOVEDI’ 15 GIUGNO 2000

RESOCONTO NON SOMMARIO

All’apertura di seduta, ORE 20.40 B. CONSOLE CAMPRINI prende la parola per due questioni procedurali di forte valenza sostanziale.

In primo luogo fa presente di avere notato che le convocazioni del Consiglio sono sì a firma della Presidentessa del Consiglio, ma vi è anche la firma, espressa nella forma del "visto", del Sindaco. A suo avviso questo visto non vi deve essere e mantenerlo lederebbe l’autonomia del ruolo del Consiglio. Ricorda che la legge è del tutto chiara in merito. Il Sindaco ha diritto all’inserimento degli argomenti che ritiene opportuno, ma ciò si deve esprimere solo con la richiesta. Il Presidente del consiglio è obbligato ad inserire tali punti, ma lo deve fare spontaneamente, se non lo facesse commetterebbe un abuso di potere. Richiama l’attenzione su diversi casi di contrasto tra sindaco e presidente già presentatisi in taluni enti, da atto che non si è in presenza di tali fenomeni, ma proprio per questo è opportuno un chiarimento sulle firme nella convocazione del consiglio.

In secondo luogo fa notare che a lui è pervenuta la convocazione solo sabato mattina, quando questa deve avvenire 5 giorni prima e ricorda che i cinque giorni devono essere pieni, in base alle regole del codice di procedura civile, perciò la convocazione doveva essere fatta il venerdì. Non ne fa una questione se ciò si è verificato una volta tanto, ma chiede che sia evitato al massimo un simile disguido, perché, essendo la convocazione quasi sempre per il giovedì, la consegna di sabato significa, in pratica, potendo egli vedere la documentazione solo il lunedì pomeriggio sul tardi, che il consigliere perde due giorni e mezzo dedicabili per l’esame delle pratiche, tenuto anche conto che, dopo il vaglio del testo proposto in cartella, nasce spesso la necessità di esaminare altri documenti connessi.

1 - PROGRAMMA DI LEGISLATURA

In SINDACO, CLAUDIO CASADIO, presenta l’argomento. Preliminarmente invita i consiglieri tutti a dare il loro contributo, secondo i tempi concordati con i capigruppo, presentazione delle proposte di emendamento entro il 26 giugno, poi passaggio alla commissione consiliare con l’obiettivo di approvare il documento entro luglio.

Il Sindaco illustra le scelte di fondo che stanno alla base del programma che costituirà il necessario riferimento di tutti gli altri programmi e di tutta l’attività amministrativa del Comune di Faenza per tutto il mandato dei cinque anni.

Secondo il primo cittadino occorre partire dalla consapevolezza che siamo in una fase "storica, piena di sviluppi". Punto di arrivo sarà una profonda modificazione della struttura produttiva con preoccupanti conseguenze nel sistema della relazioni sociali. Come ogni istanza di progresso, esso si presenterà con due facce e due potenzialità, una positiva ed una negativa. Occorre coglierne le opportunità positive ed egli ha fiducia che si possano aprire orizzonti positivi. Importante è formare le nuove generazioni. Si deve puntare ai giovani, alla loro nuova mentalità, alla loro crescita professionale per farli diventare attori dei nuovi processi. "Occorre collocarsi nel solco delle trasformazioni del mondo" e ciò, egli dice, non va inteso come un’enfasi.

Da ciò discende che uno dei punti di riferimento è la priorità di stare al passo con lo sviluppo tecnologico. Ma, d’altra parte, occorre mantenere e tradurre gli attuali livelli di solidarietà. Solidarietà, volontariato e famiglia sono le altre grandi questioni da porre al centro dell’attenzione.Vi sono problemi nuovi che richiedono grande equilibrio, ma anche governo con fermezza. Tra questi temi nuovi vi è la mancanza di sicurezza, che nasce dall’inadeguatezza dei servizi sanitari e sociali. Attenzione va data anche ad altre questioni di sicurezza, per le quali va data un risposta ferma e serena. Vi è anche una paura psicologica. Vi è una sfida multietnica che va affrontata con senso di civiltà e di convivenza, tanto più che abbiamo un sistema produttivo che ha bisogno di manodopera straniera. Certamente, accanto ai diritti, occorre mettere l’accento anche sui doveri. Dobbiamo esprimere un livello alto di cultura, non possiamo accettarli come semplici portatori di manodopera.

La proposta, conclude, avvia un percorso di confronto.

Dopo una lunga pausa, durante la quale nessuno chiede la parola e si sta per passare all’altro argomento, CONSOLE CAMPRINI interviene per chiedere, facendo espresso riferimento all’invito del sindaco, maggior tempo per i consiglieri e propone altri dieci giorni, per la presentazione di emendamenti. Inoltre fa notare che non essendo possibile intervenire questa sera sulle proposte consegnate nella stessa seduta, con la procedura proposta non si avrebbe alcuna preventiva discussione del consiglio, anche per dare indicazioni al lavoro di commissione. Chiede che sia prevista una seduta di consiglio appositamente per questa discussione, per favorire anche il rapporto di collaborazione e di dialogo tra maggioranza e minoranza. Lamenta che si tende a svalutare il consiglio e se esso non viene utilizzato appieno costituisce un sperpero di danaro.

Il SINDACO accoglie la proposta e propone il 3 luglio per gli emendamenti ed il 5 per la discussione.

ALPI, capogruppo di RIFONDAZIONE COMUNISTA si dichiara sostanzialmente favorevole, ma proporne il 28 e non condivide l’affermazione di CONSOLE CAMPRINI sui costi del consiglio.

MONTEFIORI, capogruppo di LA TUA FAENZA, ringrazia CONSOLE CAMPRINI per la richiesta e si dichiara profondamente favore alla discussione in consiglio.

TANESINI, capogruppo di CENTRO SINISTRA PER FAENZA, si dichiara favorevole, sottolineando che si tratta di una questione organizzativa che era già stata trattata nella conferenza dei capigruppo.

TINI, capogruppo di AN, si dichiara consenziente e legge un intervento scritto che mette in evidenza il tema del caroaffitti e cita l’esempio di Via Convertite, urbanizzazione pubblica convenzionata di aree industriali ed artigianali, per le quali si era detto che i prezzi sarebbero stati inferiori al mercato, ma ciò non è risultato vero.

La Presidentessa del Consiglio, CRISTINA TAMPIERI, conclude registrando l’unanime accettazione della richiesta, secondo le date proposte dal SINDACO.

2 - INFORMAZIONE SUI GRAVI DANNI ALL’AGRICOLTURA ED APPROVAZIONE ORDINE DEL GIORNO

COLLINA, il neoassessore alle attività economiche, riferisce, fuori ordine del giorno, sui gravi eventi atmosferici che hanno creato ingentissimi danni all’agricoltura ravennate ed in particolare nel faentino, riferendo su quanto annunciato nella conferenza stampa del mattino, presenti l’assessore regionale e provinciale. Ne è emerso un quadro di danni stimato in 180 miliardi in tutta la provincia.

SI RINVIA all’ampia informazione della conferenza stampa sui quotidiani locali .

TINI, riferisce sulle iniziative del Consigliere regionale BIGNAMI e sull’informazione data alla Presidente delle informazioni raccolte presso l’Associazione agricoltori.

MONTEFIORI, approva le iniziative e raccomanda particolare attenzione all’iniziativa verso il Parlamento per una accelerazione e semplificazione delle procedure per i rimborsi.

LIVERANI, interviene sottolineando la gravità dei danni ed incitando a ben seguire le iniziative avviate.

ALPI, sottolinea l’importanza del settore e condivide le proposte, ma fa presente anche la necessità di controllare i rimborsi. Chiede che il Comune di Faenza, come proprietario di terreni, tenga conto dell’avversità nei suoi contratti con gli affidatari dei fondi.

La PRESIDENTESSA propone di votare l’ordine del giorno proposto.

CONSOLE CAMPRINI, dichiara per F.I.-CCD il voto a favore, ma chiede, pur non facendone una questione decisiva, di modificare la penultima riga sostituendo "proposte da", con "richieste da". Propone anche di attivare un incontro dei parlamentari della zona, per spronare la modifica della legge nazionale sulle avversità atmosferiche.

Sulla richiesta di emendamento, condivisa dalla minoranza nasce una discussione a fronte del diniego di LIVERANI, nonostante che la TAMPIERI proponesse di accoglierla. Di fronte all’evidente spaccatura la stessa è costretta a mettere ai voti l’emendamento. Risultato: tutta la minoranza a favore, contrario il solo Liverani, astenuti tutti gli altri. Dopo il breve consulto con la segreteria comunale, la TAMPIERI dichiara non accolto l’emendamento. CONSOLE CAMPRINI fa notare che il verdetto sta bene se da ora in avanti si userà lo stesso metodo di votazione, dato che in passato è stato sempre usato un criterio diverso, cioè di non contare tra i votanti gli astenuti, come avviene al Senato. Anche BUCCI interviene per sottolineare che in passato non si usava tale metodo di contare gli astenuti come votanti. Di fatto si assiste ad una lunga sospensione per un conciliabolo sul punto della dichiarazione dell’esito della votazione. Dopo più di un quarto d’ora, la Presidente, a fronte dei pareri discordi tra segretario e vicesegretario, si assume la responsabilità di dichiarare accolto l’emendamento CONSOLE CAMPRINI, assumendo per buona l’interpretazione del sistema di calcolo della maggioranza presupposta. Segue l’APPROVAZIONE UNANIME DEL TESTO EMENDATO.

3 - INTERPELLANZE ED INTERROGAZIONI

Secondo l’ordine di presentazione di quelle scritte preconsegnate e raggruppando quelle sullo stesso argomento, vengono svolte interrogazioni ed interpellanze.

- PIOLANTI, di F.I.-CCD, sulla scadenza prossima del contratto di locazione al Comune di Imola del Palasport Cattani, chiedendo garanzie affinché non venga riassegnato allo stesso prezzo. L’assessore RONCHINI risponde mettendo in evidenza che si sta trattando e che non ci sono altre alternative.

- BUCCI, di La Tua Faenza, chiede un "luogo" per l’esame della situazione sanitaria, che individua nella commissione di garanzia a presidenza della minoranza e chiede un riordino ed un ripensamento dell’organizzazione sanitaria sulla base delle possibilità offerte dalla nuova legge. Chiede chiarimenti sulla situazione di alcuni servizi.

Il VICESINDACO FERRI, risponde che il luogo è il consiglio e la commissione, controbatte alle critiche sul funzionamento dei servizi nell’unità faentina. Illustra il programma di potenziamento del pronto soccorso.

BUCCI non è soddisfatto e ritiene insufficiente l’esame dei problemi con solo quegli strumenti ed insiste per la commissione di garanzia.

- TINI , di AN, sul programma avviato delle strade del vino che daranno nuove possibilità al mercato turistico del vino. Si compiace del coordinamento della Provincia, ma chiede che si dia pubblicità all’iniziativa. L’assessore COLLINA fa presente che il comune partecipa come coordinatore dell’iniziativa e darà anche un supporto informativo. L’interrogante si dichiara soddisfatto.

- RESTA, di F.I., a proposito del recente terremoto, facendo il punto dei danni chiede un impegno verso la regione, affinché vi sia uno stanziamento di fondi anche per il privato che ha subito danni eccezionali dall’evento. Risponde Servadei precisando che la Regione sta riflettendo sulla richiesta.

- GENOVESE, della lista Centro Sinistra per Faenza, chiede a che punto sono le analisi sulle emissioni di onde elettromagnetiche delle antenne per le trasmissione dei cellulari in Via Scalo Merci e parte di Via Laghi.

PIOLANTI, sullo stesso argomento chiede che vengano chiariti i dati denunciati dai cittadini riuniti in assemblea del Borgo, chiede controlli effettivi su Corso Baccarini.

L’assessore DE TOLLIS, rispondendo ad entrambi, chiarisce quali sono, secondo l’art. 3 della legge, gli standard di emissione consentiti. Informa della situazione del Centronord, preannunciando una assemblea pubblica da tenersi in settembre. Per i dati chiesti da Piolanti chiede tempo fino a metà di luglio e preannuncia un’assemblea per la situazione del Borgo in data tra il 17 e 23 settembre.

Genovese, soddisfatta, Piolanti prende positivamente atto delle iniziative ed insiste che non vi siano tempi lunghi.

- TINI sull’edilizia biotecnica, rileva che mentre il Comune ha avuto il premio nazionale per il PRG, se non vi sono sufficiente controlli, come paventa, e se i prezzi non sono accessibili, l’edilizia biotecnica rischia di risolversi in fregatura o possibilità per pochi ricchi. L’assessore CIPRIANI precisa che il premio al PRG non è stato dato per il riconoscimento all’edilizia biotecnica, ma per le scelte generali, informa che vi sono 15 concessioni in esecuzione, al termine si farà il punto e sulla base dell’esperienza si verificheranno anche gli strumenti di controllo. Il costo, tenuto conto dell’abbattimento degli oneri di urbanizzazione è valutato nel 5 o 10% in più rispetto all’edilizia tradizionale. Tini soddisfatto.

- BUCCI sul tratto faentino della circonvallazione di Castelbolognese, chiede a che punto è il confronto con l’ANAS per una modifica del progetto presentato prima delle elezioni.

CONSOLE CAMPRINI, indipendente del gruppo FI-CCD, sullo stesso argomento, riferendosi anche alle richieste dell’Assemblea dei cittadini di Pieve ponte, giudica una scelta sbagliata l’attuale progetto anche dal punto di vista dell’adeguatezza e dell’impatto ambientale, una barriera di 2 km alta più di 12 metri. Chiede un radicale ripensamento nel quadro di una valutazione complessiva degli assi di connessione esistenti ed in progettazione, circonvallazione esistente e nuova a nord della Via Emilia di riallaccio della zona industriale.
VEDASI il testo integrale .
L’assessore SERVADEI riferisce che l’amministrazione è in attesa della risposta dell’ANAS. CONSOLE CAMPRINI è totalmente insoddisfatto non avendo ricevuto alcuna risposta, BUCCI insiste per la revisione del progetto ANAS.

- GADDONI denuncia la fuoriuscita di acqua con i consuenti allagamenti limacciosi nella strada di Celle. L’assessore Servadei richiama l’attenzione sull’eccezionalità degli eventi. Gaddoni parzialmente insoddisfatto, sottolineando che il fenomeno si presenta spesso ormai da diversi anni.

- TINI ricorda che più volte l’amministrazione attuale ha dichiarato di privilegiare il centrostorico, ma mentre altre città vicine si sono preoccupate di costruire parcheggi nel loro centro storico, Faenza ha detto che non ce n’era bisogno. Questa amministrazione ha, invece, fatto la scelta della monetizzazione dei parcheggi. Una volta tanto un pentimento sarebbe più che gradito. Per l’assessore SERVADEI l’intepellanza è più un intervento da dibattito politico. Afferma perentoriamente che non vi sono aree pubbliche nel centro storico da adibire a parcheggio. Tini segnala la possibilità di utilizzare l’area dei salesiani.

- PIOLANTI segnala l’esigenza d’installare lampioni che diano visibilità anche nella restante parte di Via Fratelli Rosselli e non solo a ridosso dell’attuale intervento di sovrappasso ciclabile del fiume. L’assessore SERVADEI fa presente che la risistemazione dell’illuminazione in corso è nell’ambito del progetto di completamente della pista ciclabile, mentre gli altri interventi fanno capo alla programmazione delle manutenzioni. L’interpellante insiste sulla richiesta.

4 – NOMINE DEL SINDACO DEI RAPPRESENTATI NEGLI ENTI

Già dal 1993, con la legge che ha previsto l’elezione diretta del sindaco da parte dei cittadini, spettano al medesimo la nomina dei rappresentati del comune negli enti esterni, che in passato spettavano al consiglio. Omettiamo di riferire quanto è stato riferito dalla stampa. VEDASI le nomine

CONSOLE CAMPRINI, unico a prendere la parola sull’argomento, ricorda che la sua proposta di modificare i criteri del consiglio per la nomina negli enti era stata respinta formalmente per motivi di tempo. Essa prevedeva la possibilità, per i consiglieri ed i cittadini di dare il loro contributo, grazie al preventivo deposito della individuazione di nomina corredata dalla motivazione e dal curriculum. Almeno si sarebbe aspettato che nella cartella del punto all’ordine del giorno vi fosse la proposta corredata dalle informazioni indispensabili. Prendendo atto ora delle nomine e non potendo dare un giudizio completo, si limita a constatare il carattere di quasi totale conferma, così come si era fatto per la giunta, mentre la stessa indicazione del voto, perdita del consenso del 10% in due anni, avrebbe sollecitato un maggior cambiamento, specie per quanto riguarda le scelte verso il Museo internazionale delle ceramiche. Per tutti gli incarichi andrebbe privilegiata la scelta verso faentini idonei.

5 COSTITUZIONE DELL’AGENZIA DI AMBITO PER I SERVIZI PUBLICI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA

La proposta era relativa all’attuazione della Legge regionale n. 25 del 1999, che prevede la riorganizzazione, per cosiddetti ambiti ottimali coincidenti con la provincia, dei servizi idrici integrati e per la gestione dei rifiuti urbani, nella prospettiva di riorganizzazione dei servizi medesimi. Con essa il comune di Faenza partecipa assieme a tutti gli altri comuni della provincia alla costituzione dell’agenzia di Ravenna con compiti di programmazione degli interventi, fissazione unitaria delle tariffe, affidamento dei servizi alla gestione esterna.

L’illustrazione è stata fatta dall’Assessore SERVADEI, che ha richiamato l’attenzione sul fatto che tale scelta s’innesta con gli indirizzi più generali che stanno venendo avanti in materia di servizi pubblici e degli enti locali, basati sul concetto della progressiva privatizzazione.

TINI si dichiara contrario alle scelte della legge regionale basate su 9 agenzie provinciali, ritenendo che l’esempio europeo più avanzato, vedi la Francia, suggerisce piuttosto una scelta di ambito unico regionale. Ritiene uno sperpero la scelta proposta che da vita ad un inutile carrozzone.

CONSOLE CAMPRINI premette che per un disguido, pare non imputabile all’amministrazione, non ha avuto per le mani la convocazione dell’ultima riunione della commissione consiliare attività economiche. Ciò gli ha impedito di dare un contributo nel confronto in commissione su tutti gli argomenti all’ordine del giorno della riunione. Per questo, pur avendo l’esigenza di rinvio per tutti i punti, si limiterà a chiederlo solo per i criteri del commercio. Ritiene che, a parte il giudizio specifico sull’atto, esso sia conseguenza principale della legge regionale, giudica che tutta la politica regionale degli ambiti sia da cassare. Se essa poteva andare bene alle altre provincie, sicuramente non è adeguata alla realtà della nostra che ha una tipicità del tutto singolare, gravitazione territoriale di zone di altra regione, Marradi e Palazzolo, di altra provincia, Modigliana e Tredozio, con intensità di rapporti economici e sociali con l’asta della Via Emilia, Imola e Forlì, con lo stesso lughese; dall’altra assoluta eccentricità del capoluogo. Tale realtà è stata dimenticata dalla regione e dagli stessi rappresentanti gli interessi della zona. Fa appello alla maggioranza, al di là della divisione sulle cose concrete, di trovare la forza e la collaborazione per recuperare tale dimensione istituzionale dei problemi in corrispondenza della loro reale configurazione. Preannuncia che intende proporre al gruppo di farsi promotore di una iniziativa in merito nell’ambito del programma di mandato.

Nel merito preannuncia il voto contrario di Forza Italia, per tale pregiudiziale e per il pregiudizio che le scelte connesse verso AMI e verso la municipalizzata faentina hanno precostituito in contrasto con la logica di mercato.

Inoltre, entrando nel merito della convenzione, sottolinea che la medesima costituisce un esproprio dei poteri del consiglio comunale ed in particolare delle minoranze. Cita gli esempi della durata trentennale, della riserva della presenza dei soli sindaci nell’assemblea, nella potestà tariffaria dell’agenzia, ed altro ancora.

A suo giudizio tale impostazione istituzionale di svuotamento delle prerogative dei comuni – tanto più rilevante per comuni delle nostre dimensioni – contrasta la reclamata disponibilità al federalismo professata ufficialmente da tutte le forze politiche. Chiede la disponibilità per il futuro di rivedere la convenzione su tali punti.

BUCCI dichiara di condividere le osservazioni di Bruno Console Camprini e si sofferma su talune sue affermazioni portando ulteriori argomenti a favore di tali obiezioni, specie per quanto attiene alla reale tutela degli interessi dei nostri cittadini e l’esproprio del potere di controllo delle minoranze.

CATTANI ritiene giusta la scelta proposta che ha il pregio di inserirsi negli orientamenti di fondo della politica dei servizi e di favorire un ingresso pilotato nel mercato, preparandone il terreno.

ALPI pone l’accento sulla qualità della gestione dei servizi, che viene assicurata dalla proposta, mentre riterrebbe sbagliato togliere il ruolo alle amministrazioni locali. In proposito richiama l’attenzione sul fatto che il sistema dei servizi creato dalle amministrazioni locali in Emilia-Romagna costituisce un esempio invidiato ed imprescindibile. Indica come cattivo esempio di privatizzazione quanto avviene con le aziende petrolifere.

SERVADEI, come assessore, rispondendo agli intervenuti sottolinea la necessità del bacino provinciale e ritiene eccessiva la critica dello svuotamento di potere dell’ente locale, richiama il punto della convenzione che prevede la relazione annuale al consiglio. Insiste sulla necessità di difendere le realtà gestionali in atto anche ai fini dell’occupazione. L’agenzia ricorda che sarà finanziata con i canoni di rete.

CONSOLE CAMPRINI, per dichiarazione di voto contraria, riferendosi al ALPI dichiara che il riferimento alle aziende petrolifere non sia valido, se la privatizzazione dei servizi pubblici dovesse portare ad un mercato oligopolitstico Forza Italia non sarebbe d’accordo per tale privatizzazione. Anzi, teme che l’operazione di salvaguardia delle posizioni esistenti favorisca la nascita di un mercato privato poco concorrenziale.

LA PROPOSTA VIENE APPROVATA DAI GRUPPI DI MAGGIORANZA, CONTRARI CONSOLE CAMPRINI, PIOLANTI, TINI, BUCCI E ROVELLI

6 – MODIFICA ALLO STATUTO DI ROMAGNA ACQUE s.p.a

Sotto forma di delibera viene proposto di prendere atto, illustra SERVADEI, per trasparenza verso il consiglio della modifica all’art. 3 dello statuto della s.p.a. Romagna Acque, per consentirle di operare in settori di nuova tecnologia, ciò senza impegnare il Comune. Tale modifica è di competenza dell’assemblea dei soci.

CONSOLE CAMPRINI preannuncia la contrarietà, pur dando atto della buona intenzione, poiché a suo giudizio anche se lo statuto consente la decisione ai soli membri dell’assemblea, quando questi rappresentano un ente pubblico sono vincolati ad esprimere solo la volontà validamente formata dall’organo del loro ente competente in materia. Nel nostro caso è il consiglio e non si può dare, anche ammessa la legittimità dello statuto della società in questione, che un sindaco o suo delegato assuma in assemblea un posizione che non abbia corrispondente mandato del consiglio.

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LA PROPOSTA VIENE APPROVATA DAI GRUPPI DI MAGGIORANZA, CONTRARI CONSOLE CAMPRINI E PIOLANTI, ASTENUTI TINI, BUCCI E ROVELLI.

7 AGGIORNAMENTO DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA E DI SERVIZIO PER LA MOBILITA’ ED IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Si trattava di approvare quanto già deliberato dalla Giunta regionale in materia di trasporti pubblici e privati in concessione nella provincia di Ravenna per il 1999 ed il 2000.

Dopo l’illustrazione dell’Assessore SERVADEI, TINI rileva che non trova giusto il mantenimento nella stessa cifra del contributo da parte della Regione, stante l’aumento del costo del personale per fatti contrattuali e per l’aumento dei costi del carburante.

ALPI chiede di intervenire per avere maggiori risorse, per il resto sottolinea come la scelta sia in linea con quanto deciso al punto precedente per l’ambito territoriale ottimale.

CONSOLE CAMPRINI si dichiara d’accordo con le osservazioni di Tini. Aggiunge che anche da questo atto emerge la difficoltà di esprimere una volontà autonoma dell’ente. Si sarebbe aspettato di avere una illustrazione dell’andamento degli impegni programmatici previsti dalla convenzione. Sul piano generale questa proposta ha a monte l’errata scelta del conferimento del trasporto locale all’azienda di Ravenna, quanto vi era una municipalizzata faentina ben in grado di gestire il servizio, non vede quali vantaggi siano stati ottenuti.

L’assessore COLLINA in risposta dichiara che vi è stato un miglioramento qualitativo e mette in evidenza come il peso di Faenza sia pari al 3%, e non garantisce che vi sia la possibilità di avere un aumento del contributo

ALPI per dichiarazione di voto favorevole sottolinea come a giudizio del suo gruppo Faenza dovrà avere, comunque, un servizio pubblico.

PROPOSTA APPROVATA DAI GRUPPI DI MAGGIORANZA, CONTRARIO TINI, ASTENUTI CONSOLE CAMPRINI, PIOLANTI, BUCCI E ROVELLI.

8 – CRITERI PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI PER MEDIE STRUTTURE DI VENDITA

Si trattava di dare attuazione all’art. 8, commi. 3 e 4, del D.lgs n.114/1998, più noto come decreto legislativo BERSANI, di liberalizzazione del commercio.

L’assessore sottolinea che con tale scelta conseguente alla delibera già adottata nel febbraio scorso si fa la scelta di consentire solo tre strutture commerciali medie nel settore non alimentare, sottolineando che non sono consentite nuove strutture nel settore alimentare. La pianificazione urbanistica e gli standard richiesti prospettano una ben più ampia disponibilità di siti idonei all’insediamento. In caso di più domande verrebbero seguiti i criteri preferenziali previsti. Sottolinea che sulla proposta di criteri vi è l’assenso delle due organizzazioni rappresentanti i commercianti.

BUCCI ritiene che le superfici siano anche troppe e non ci sia bisogno di medie strutture, se però i commercianti che intendono usufruire di tale possibilità lo faranno avranno le loro ragioni.

TINI non condivide la monetizzazione dei parcheggi nel centro storico, dato la fame di parcheggi e si chiede quanti soldi siano stati acquisiti con la monetizzazione e quanto, nessuno, sia stato destinato al potenziamento di parcheggi nel centro storico.

ALPI esprime il parere sostanzialmente favorevole di Rifondazione Comunista.

CONSOLE CAMPRINI lamenta di avere chiesto al primo punto delle pratiche di competenza della commissione attività economiche, il rinvio di questo punto, ma nessuno gli ha risposto. Rinnova la richiesta, ma prende atto dell’implicita risposta negativa dell’assessore. Tuttavia se veniva accettata e se sui punti che intendeva discutere ci fosse stato un incontro, Forza Italia avrebbe potuto votare anche a favore od astenersi, mentre in caso contrario si riserva, se ne avrà il tempo, di fare un esposto al CORECO, se un’ulteriore verifica manifestasse un giudizio definitivo negativo su taluni punti che sottolineerà. Il voto contrario al momento discende principalmente dalla clausola che, in deroga alle altre norme, consente l’aumento del 50% della superficie di vendita a tutte le strutture esistenti, anche, quindi, a quelle alimentari. Poiché queste sono assai numerose si può avere un aumento nella superficie di vendita di esercizi alimentari pari ed oltre a quella che diede vita ai tre centri commerciali nel piano del 1990, causa delle sue dimissioni da assessore nel 1989. Altri punti che avrebbe voluto approfondire con gli altri gruppi, la questione della monetizzazione dei parcheggi, per prendere un orientamento contrario a salvaguardia delle esigenze di mobilità e di mancanza di parcheggi da tutti riconosciuta. Altro punto la necessità di riportare le modifiche al procedimento amministrativo nell’alveo più proprio del regolamento del procedimento amministrativo, per evitare confusione per i cittadini e rischio di disparità di trattamenti. Ad esempio, trova assurda nell’era della semplificazione fare decadere automaticamente una pratica se non vengono fornite entro 60 giorni le integrazioni documentali richieste. Non sussistono veri criteri in ordine all’articolo 5 che si esprime solo in termini qualitativi circa gli standard di requisiti che devono avere le medie strutture commerciali. Ciò significa lasciare mano libera completa ai dirigenti e quindi agli assessori. Ritiene insufficienti ed errati i criteri per la selezione delle domande per le nuove medie strutture.

CATTANI ritiene non accoglibile la richiesta di rinvio di CONSOLE CAMPRINI, poiché vi sono stati due passaggi in commissione, e la documentazione è stata data circa 20 giorni prima. Ritiene scorretta la minaccia di CONSOLE CAMPRINI di fare un esposto al CORECO.

COLLINA, circa il 50%, afferma che in pratica nel settore alimentare non ci sono possibilità di aumento di superficie per le caratteristiche urbanistiche dei locali, per cui i timori sollevati sono praticamente infondati. Sul piano generale pone l’accento sull’indirizzo normativo in atto di piena liberizzazione del commercio, che comporta il superamento della programmazione di livello comunale. Sottolinea di nuovo che la proposta ha ricevuto l’assenso delle associazioni dei commercianti.

CONSOLE CAMPRINI intervenendo per fatto personale su quanto dichiarato da Cattani, ribadisce il diritto dei consiglieri e delle minoranze, in particolare, di ricorrere a tutti gli strumenti a disposizione quando si tratta di difendere interessi dei cittadini, che si ritengono gravemente pregiudicati. Preannuncia il voto sfavorevole del suo gruppo e non ritiene valide le assicurazioni di Collina sull’impraticabilità dell’aumento del 50% di superficie per gli attuali esercizi commerciali.

LA PROPOSTA VIENE APPROVATA DAI GRUPPI DI MAGGIORANZA, DA BUCCI E ROVELLI, CONTRARIO CONSOLE CAMPRINI, ASTENUTO PIOLANTI E TINI.

9 RATIFICA ATTO DI GIUNTA IN VARIAZIONE DI BILANCIO 2000 E DEL PIANO PLURIENNALE

Si propone di finanziare l’opera di messa in sicurezza della Scuola Panda, per una spesa di 200.000.000.

APPROVAZIONE COL VOTO FAVOREVOLE DI TUTTI, ASTENUTI CONSOLE CAMPRINI E PIOLANTI.

10 APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL PIANO PARTICOLAREGIATO DI ESTRAZIONE DI INIZIATIVA PRIVATA, LA ZANNONA, IN VIA PRITONA

CONSOLE CAMPRINI fa presente di avere notato che lo stesso consiglio di circoscrizione del Centrosud ha raccomandato particolare vigilanza per i rumori ed il traffico. L’obiezione principale è il fatto che manca la zonizzazione del territorio relativamente ai limiti massimi di rumore consentito, nonostante che una legge nazionale dell’inizio 90 obblighi a farlo. E’ vero che il primo luogo è in mora la Regione, che non ha proceduto ai suoi adempimenti, ciò non toglie che ciò vada gravemente segnalato e c’è da chiedersi anche quanto il comune di Faenza ed i comuni della ragione abbiano o non abbiano sollecitato la stessa regione. In ogni caso la zona viene considerata di III classe agli effetti del rumore, mentre le cave sono classificate dalla legge come attività produttiva e quindi appartengono alla V classe. Chiede se vi sia anche il parere del settore strade della Provincia.

L’Assessore CIPRIANI in risposta fa presente, quanto alla classificazione dei rumori, che lui si è attenuto al parere favorevole dell’ARPA e non è entrato nel merito, mentre riconosce il ritardo in tema di zonizzazione dei limiti di rumorosità, ma la responsabilità è della Regione. Quando alla tutela della strada di proprietà provinciale, vi è stato l’accordo con il settore lavori pubblici della Provincia ed è prevista una cauzione a suo favore da parte della ditta.

PROPOSTA APPROVATA DAI GRUPPI DI MAGGIORANZA, DA BUCCI E ROVELLI, CONTRARI CONSOLE CAMPRINI E PIOLANTI, ASTENUTO TINI.

11 O.D.G. "PACE TRA ETIOPIA ED ERITREA"

L’argomento viene illustrato dal consigliere del Centro Sinistra per Faenza GADDONI, che fa il punto della situazione di guerra, mettendo in evidenza la situazione drammatica delle popolazioni eritree coinvolte dalle operazioni militari.

Vedasi in proposito il documento votato

12 AUTORIZZAZIONE IN DEROGA ALL’AMPLIAMENTO DELLA ISTITUTO TECNICO E. MATTEI

Si tratta di autorizzare il Sindaco alla concessione in deroga alle norme del PRG per l’ampliamento della sede dell’istituto in oggetto, di proprietà della Provincia, per il carattere di interesse pubblico e la proprietà pubblica dell’immobile.

CONSOLE CAMPRINI, appurato che gli immobili interessati sono di proprietà della ProviNcia, esprime dissenso per il fatto che le norme del PRG non dovrebbe essere derogate a favore di un interesse pubblico, anzi l’ente pubblico dovrebbe dare il buon esempio e non è giusto derogare all’interesse più generale della tutela del territorio per il fatto che vi è un’interesse generale a fare un opera pubblica in deroga.

PROPOSTA APPROVATA DAI GRUPPI DI MAGGIORANZA E ROVELLI, ASTENUTI CONSOLE CAMPRINI, PIOLANTI E TINI.

COMMENTO

Una lunga seduta dalla 20 e 45 alle 1.50 del giorno successivo, piena di argomenti assai importanti ed impegnativi, conseguenza della pausa della campagna elettorale per il rinnovo degli organi.

Ancora una volta, come era avvenuto per la presentazione della giunta, si è avuta la sofferenza politica della mancanza di dibattito su alcuni temi importanti, in primo luogo quello delle nomine da parte del Sindaco. Manca una sufficiente sensibilità rispetto alla domanda di rinnovamento dei criteri prevalentemente politici con cui vengono fatte tali nomine e di trasparenza di essi. In realtà né il consiglio né i cittadini sanno quali criteri il Sindaco abbia seguito, occorre fare un’analisi di corridoio per sapere che cosa stia veramente alla base delle nomine. Non vale controbattere che si è tratto quasi sempre, eccetto un caso, pare – ma io stesso l’ho imparato dalla stampa, non avendolo saputo come consigliere comunale -, di riconferme, anche in questo caso occorreva dare conto. Se per i dirigenti ed i dipendenti si è andata affermando sempre più l’esigenza di strumenti di valutazione, altrettanto dovrebbe esigersi per scelte che, se non costituiscono rapporti di dipendenza, attribuiscono persino maggiori responsabilità. Così anche l’elemento programmatico dovrebbe essere, per una parte almeno, evidenziato in sede di nomina.

Se avere proposto un metodo di lavoro molto stretto rispetto a reali esigenze di coinvolgimento dei consiglieri e dalla minoranza non era una buona presentazione, va a merito del SINDACO, della PRESIDENTESSA TAMPIERI e degli stessi capigruppo che erano stati coinvolti nella brutta decisione della conferenza dei capigruppo, avere prontamente rettificato il tiro.

Brutto, invece, per la parte della maggioranza che si era astenuta, è stato l’episodio del tentativo di non fare passare l’innocua richiesta di una modifica all’ordine del giorno in difesa dell’agricoltura, per una cavolata la maggioranza è andata in buca per lungo tempo, quando lo stesso buon senso dimostrato per l’occasione dalla Tampieri avrebbe evitato quella che, oggettivamente, nel commento del folto pubblico, è stata una brutta figura della maggioranza. Forse è consigliabile più maturità, mettendo da parte bambineschi atteggiamenti.

Nonostante siano stati compiuti passi avanti nel dialogo del dibattito del consiglio, siamo ancora lontani da un confronto senza pregiudizi e senza paure. Emblematico è la mancata accettazione della richiesta di rinvio dei criteri sul commercio.

Le minoranze, assente per tutta la riunione il rappresentante della Lega, hanno manifestato una naturale convergenza, pur nell’articolazione delle posizioni, anche se dovrebbe aumentare la loro capacità di più tempestiva solidarietà tattica e di metodo.

Ancora del tutto insoddisfacente è il confronto tra assessori e consiglieri, sia nelle risposte al dibattito che alle interpellanze. Troppo spesso si avverte che si ha un dialogo tra sordi. Hanno risposto alle interpellanze CIPRIANI, DE TOLLIS, FERRI, RONCHINI, SERVADEI,. Se dovessimo dare un voto in decimi, in ordine daremmo: 6, 6.50, 5.5, 6-, 5.

Abbiamo fatto anche questa fatica, forse per la prossima faremo un semplice pezzo sul consiglio sacrificando la verità che abbiamo cercato di rispettare a scapito della comunicabilità e della praticità e con troppo dispendio di tempo.

Sono graditi consigli ed opinioni, EMAIL bconsol@tin.it